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Destra e potere
Alla Balena azzurra più ministeri di quella Bianca anni ’80 Stampa E-mail
Forza Italia non si "sacrifica" certo per gli alleati (un occhio di riguardo solo alla Lega)
      Scritto da Mario Ajello
04/03/04
berlusconi_moltiplicato.jpg

pubblicato su Il Messaggero

«Io mi sveno per voi, e questo è il ringraziamento...». Appena un partito della maggioranza mette il muso e fa i capricci, lamenta di venire maltrattato o piagnucola perchè è geloso degli altri e vuole dal premier più affetto, più poltrone e più peso, Berlusconi - il buon padre di «questa nostra famiglia chiamata governo» - riprende a dire: «Io mi sveno per voi, e questo è il ringraziamento...».

Adesso su Internet, nel sito www.segnalo.it, compare un curiosissimo studio. E’ condotto sulla falsariga del manuale Cencelli. E prova a vedere se, come e quanto lo svenarsi del premier in favore dei propri alleati, e la sua convinzione che Forza Italia nonostante lo strapotere elettorale sia penalizzata negli equilibri di governo, rispondano al vero. O siano soltanto un rifugio retorico di Berlusconi, per placare gli animi di An e dell’Udc, all’insegna del motto romanesco di Alberto Sordi: «Boniiii..., state boniiii....».

Il primo calcolo dei matematici neo-cencellisti riguarda il ”valore” e il peso specifico dei singoli ministeri. Esempi: la presidenza del consiglio vale 5; esteri, interni, giustizia, finanze valgono 4; poi ci sono i ministeri da 3 e quelli (solitamente senza portafoglio) da 1. Vale 1 anche la vice-presidenza del consiglio, ossia la poltrona occupata da Gianfranco Fini. I posti pesanti da fascia 4 sono tutti di Forza Italia e della Lega (quello del guardasigilli Castelli) e Giulio Tremonti totalizza addirittura 16. Sommando 4(tesoro)+4(finanze)+4(bilancio)+3(programmazione economica)+1(Mezzogiorno). Anche poltrone che pesano 3 sono del partito di Berlusconi e di quello di Bossi (con Maroni al lavoro) ma An riesce a mettere uno zampino in questa fascia grazie con Alemanno e Gasparri (le comunicazioni valgono 3). Per l’Udc, un 1 (rapporti con il parlamento)+1 (politiche comunitarie) uguale? Poco.

Calcolando poltrone e poltroncine, gli emuli di Cencelli sono arrivati alla conclusione che Forza Italia, in termini di peso ministeriale, è un partito la cui mole sovrabbondante sarebbe risultata insostenibile a qualsiasi bilancia della Prima Repubblica.

(Ndr: Per valutare questi dati anche in termini percentuali, e comprendere il seguito dell'articolo e le schede successive, bisogna fare bene attenzione. Un conto è la percentuale di consensi rispetto all'elettorato, o la percentuale di seggi in Parlamento: nessuna coalizione, ovviamente, ha il 100% dell'elettorato. Altro conto è il peso percentuale relativo nella coalizione, che dovrebbe diventare anche peso rispetto ai posti governativi: in questo caso, la coalizione costituisce il 100% cui far riferimento, ed esprime normalmente il 100%il Governo, salvo qualche posto riservato a qualche indipendente. Quindi: la coalizione di centro destra ha ottenuto alle politiche del 2001, nella quota proporzionale della Camera, il 49,56% dei voti, sufficiente ad andare al Governo grazie al maggioritario. Se Forza Italia ha preso il 29,43% assoluto di voti, il suo peso relativo nella coalizione - cioè all'interno del 100% della coalizione, corrispondente al 49,56% dell'elettorato - sale al 59,38%; il 12% di consensi di AN diviene un peso relativo nella coalizione del 24,21%; il 3,94% della Lega diviene 7,94%; il 3,22% di voti del Biancofiore - poi UDC - diviene 6,5%; lo 0,95% del Nuovo PSI diviene 1,91%).

Gli azzurri, dal punto di vista elettorale, rappresentano il 59,38% per cento della coalizione. Ma il loro peso nel governo - comprensivo delle poltrone dei tecnici d’area, come tengono a precisare gli estensori di questo studio a metà fra matematica e gioco - arriva addirittura a quota 74,5. La divertente sorpresa sta nel paragone con la Dc dei bei tempi. La Balena Bianca rappresentava, nelle urne, almeno il 60/70 per cento del pentapartito negli anni ’80. Ma non raggiunse mai quota 60 nel peso ministeriale. E oscillò sempre in uno spazio fra il 48 e il 56 per cento.

Nella classifica neo-cencelliana, An pesa 11: poco più di una piuma. Specie se si pensa che il Psi, nel pentapartito, era - come oggi An - la seconda forza ma dal punto di vista delle poltrone non aveva mai un valore inferiore al 22 (se c’era Craxi a palazzo Chigi) e quando non c’era lui a capo dell’esecutivo per ricompensa il peso del Garofano balzava a quota 26,3 (nel governo De Mita) o al 27 (governo Goria) o al 28 (governo Andreotti, 1989-1991). Ma rieccoci alla tabellina dell’oggi. La Lega, elettoralmente, vale più o meno quanto l’Udc. Ma cencellianamente, Bossi surclassa Follini: quota 12 per i lumbard, quota 2,5 per i neo-democristiani. E pensare che nella Prima Repubblica il Psdi, partitino numericamente paragonabile all’Udc, con il 3,8 per cento dei voti arrivava a pesare nel governo anche l’11 per cento (esecutivo Craxi, ’86-’89).

Morale di questa favola aritmetica? Berlusconi, con i suoi alleati ma non con tutti allo stesso modo, non è affatto di manica larga. Anche se - ammettono gli anonimi estensori di questo manualetto web - «una possibile obiezione ai nostri calcoli riguarda i vice-ministri, quasi tutti non appartenenti a Forza Italia». Verissimo.

Resta il fatto però che la verifica ha verificato che non sempre un buon padre si rovina per le sue creature. E spesso, ai suoi occhi, chi è figlio resta figlio (anche se impertinente e fracassone come Bossi) e chi è figliastro deve faticare per cambiare la propria sorte. Come dice Berlusconi: «In realtà, la verifica è una conferma». La conferma che, in politica, la generosità è una chimera.
 

P.S. I calcoli fatti riguardano il secondo Governo Berlusconi (il primo della legislatura iniziata nel 2001). Con quello successivo del 2004 c’è stato un riequilibrio. Abbastanza lieve, però, se si tiene conto che alle elezioni europee di qualche settimana prima Forza Italia era scesa al 20,1% dei voti (con un peso relativo di coalizione sceso al 45,16% su un totale del centrodestra del 44,5); e che gli "indipendenti" restavano quasi tutti di area forzista. L'UDC, invece, era salita al 5,9% dei consensi, al di sopra della Lega, con un peso relativo di coalizione che era diventato del 13,25%!
Nell'ultima scheda della tabella che segue potrete verificare se e come questi valori si sono tradotti in posti di governo.


 
 
STUDIO SULLA PERCENTUALE DI INFLUENZA DEI PARTITI POLITICI 
NELLA FORMAZIONE DEI GOVERNI ITALIANI 1948 – 2004
(da www.segnalo.it, che lo riprende da www.cronologia.it)
Il seguente elaborato analizza la percentuale di influenza dei partiti politici 
nella composizione dei governi italiani nel periodo 1948 – 2004. 
Per la realizzazione dello studio si è proceduto a dividere le varie cariche ministeriali in 4 diverse fasce ad ognuna delle quali è stato assegnato un valore numerico progressivo (rispettivamente 5, 4, 3, 1) per poi poter calcolare il valore percentuale di ogni singolo partito nella composizione dei singolo gabinetti.


Valore
Valore 5: Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Valore 4: Interno, Esteri, Giustizia, Tesoro, Bilancio e programmazione economica, Finanze, Lavori Pubblici, Trasporti.
Valore 3: Industria C.A., Partecipazioni Statali, Lavoro e previdenza sociale, Agricoltura, Pubblica Istruzione, Università e Ricerca scientifica e tecnologica, Commercio estero, Poste e telecomunicazioni, Difesa, Sanità.
Valore 1: Vicepresidenza del Consiglio dei Ministri, Rapporti con il Parlamento, Affari regionali, Riforme, Funzione pubblica, Affari sociali, Immigrazione, Rapporti con l’Onu, Politiche comunitarie, Marina mercantile, Beni culturali, Protezione civile, Mezzogiorno, Aree urbane, Turismo e spettacolo, Ambiente, Italiani nel mondo e altri ministeri senza portafoglio non compresi nelle precedenti fasce. 

Governo V De Gasperi

Democrazia Cristiana: 68,5 %
Partito Repubblicano Italiano: 10,5 %
Partito Liberale Italiano: 9%
Partito Socialista Democratico Italiano: 7,5 %
Indipendenti: 4,5 %
VI De Gasperi
Democrazia Cristiana: 75,9 %
Partito Repubblicano Italiano: 12,9 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 11,2 %
VII De Gasperi
Democrazia Cristiana: 89,2 %
Partito Repubblicano Italiano: 10,8 %
VIII De Gasperi
Democrazia Cristiana: 100 %
Pella
Democrazia Cristiana: 89,5 %
Indipendenti: 10,5 %
I Fanfani
Democrazia Cristiana: 90,2 %
Indipendenti: 9,8 %
Scelba
Democrazia Cristiana: 70,3 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 18,7 %
Partito Liberale Italiano: 11 %
I Segni
Democrazia Cristiana: 71,2 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 16,7 %
Partito Liberale Italiano: 12,1 %
Zoli
Democrazia Cristiana: 95,4 %
Indipendenti: 4,6 %
II Fanfani    
Democrazia Cristiana: 82 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 18 %
II Segni 
Democrazia Cristiana: 100 %
Tambroni  
Democrazia Cristiana: 100 %
III Fanfani  
Democrazia Cristiana: 100 %
IV Fanfani  
Democrazia Cristiana: 79,5 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 13,7 %
Partito Repubblicano Italiano: 6,8 %
I Leone  
Democrazia Cristiana: 100 %
I Moro  
Democrazia Cristiana: 66 %
Partito Socialista Italiano: 15,1 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 13,1 %
Partito Repubblicano Italiano: 5,8 %
II Moro
Democrazia Cristiana: 62,5 %
Partito Socialista Italiano: 19,5 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 12,5 %
Partito Repubblicano Italiano: 5,5 %
III Moro
Democrazia Cristiana: 60,5 %
Partito Socialista Italiano: 22,5 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 12,3 %
Partito Repubblicano Italiano: 5,5 %
II Leone
Democrazia Cristiana: 100 %
I Rumor
Democrazia Cristiana: 58,2 %
Partito Socialista Unificato (Psi – Psdi): 36,4 %
Partito Repubblicano Italiano: 5,4 %
II Rumor
Democrazia Cristiana: 100 %
III Rumor
Democrazia Cristiana: 58,1 %
Partito Socialista Italiano: 25,7 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 10,8 %
Partito Repubblicano Italiano: 5,4 %
Colombo
Democrazia Cristiana: 57,4 %
Partito Socialista Italiano: 25,3 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 12 %
Partito Repubblicano Italiano: 5,3 %
I Andreotti
Democrazia Cristiana: 100 %
II Andreotti
Democrazia Cristiana: 69,8 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 18,4 %
Partito Liberale Italiano: 11,8 %
IV Rumor
Democrazia Cristiana: 57,4 %
Partito Socialista Italiano: 20,7 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 13,4 %
Partito Repubblicano Italiano: 8,5 %
V Rumor
Democrazia Cristiana: 56,3 %
Partito Socialista Italiano: 26,8 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 16,9 %
IV Moro
Democrazia Cristiana: 79 %
Partito Repubblicano Italiano: 21 %
V Moro
Democrazia Cristiana: 88,4 %
Indipendenti: 11,6 %
III Andreotti
Democrazia Cristiana: 90 %
Indipendenti: 10 %
IV Andreotti
Democrazia Cristiana: 96 %
Indipendenti: 4 %
V Andreotti
Democrazia Cristiana: 65,6 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 22,4 %
Partito Repubblicano Italiano: 12 %
I Cossiga
Democrazia Cristiana: 70 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 15,6 %
Partito Liberale Italiano: 7,8 %
Indipendenti: 6,5 %
II Cossiga
Democrazia Cristiana: 53,6 %
Partito Socialista Italiano: 28,2 %
Partito Repubblicano Italiano: 11,5 %
Indipendenti: 6,5 %
Forlani
Democrazia Cristiana: 50 %
Partito Socialista Italiano: 24 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 12 %
Partito Repubblicano Italiano: 9 %
Indipendenti: 5 %
I Spadolini
Democrazia Cristiana: 48,7 %
Partito Socialista Italiano: 26,3 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 11 %
Partito Repubblicano Italiano: 10 %
Partito Liberale Italiano: 4 %
II Spadolini
Democrazia Cristiana: 46 %
Partito Socialista Italiano: 27,6 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 11,8 %
Partito Repubblicano Italiano: 10,6 %
Partito Liberale Italiano: 4 %
V Fanfani
Democrazia Cristiana: 55 %
Partito Socialista Italiano: 26,3 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 13,7 %
Partito Liberale Italiano: 5 %
I Craxi 
Democrazia Cristiana: 52,5 %
Partito Socialista Italiano: 21,3 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 11,2 %
Partito Repubblicano Italiano: 10 %
Partito Liberale Italiano: 5 %
II Craxi 
Democrazia Cristiana: 50,7 %
Partito Socialista Italiano: 22 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 11,7 %
Partito Repubblicano Italiano: 10,4 %
Partito Liberale Italiano: 5,2 %
VI Fanfani
Democrazia Cristiana: 72,4 %
Indipendenti: 27,6 %
Goria
Democrazia Cristiana: 53,8 %
Partito Socialista Italiano: 27 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 6,4 %
Partito Repubblicano Italiano: 9 %
Partito Liberale Italiano: 3,8 %
De Mita
Democrazia Cristiana: 53,8 %
Partito Socialista Italiano: 26,3 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 7,5 %
Partito Repubblicano Italiano: 8,6 %
Partito Liberale Italiano: 3,8 %
VI Andreotti
Democrazia Cristiana: 56 %
Partito Socialista Italiano: 28 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 2,5 %
Partito Repubblicano Italiano: 8,5 %
Partito Liberale Italiano: 5 %
VII Andreotti
Democrazia Cristiana: 63,7 %
Partito Socialista Italiano: 26,3 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 5 %
Partito Liberale Italiano: 5 %
I Amato
Democrazia Cristiana: 46,7 %
Partito Socialista Italiano: 23,4 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 5,2 %
Partito Liberale Italiano: 5,2 %
Indipendenti: 19,5 %
Ciampi
Democrazia Cristiana: 30 %
Partito Socialista Italiano: 10 %
Partito Socialista Democratico Italiano: 4,3 %
Partito Liberale Italiano: 4,3 %
Indipendenti: 51,4 %
I Berlusconi
Forza Italia: 39,2 %
Alleanza Nazionale: 21,6 %
Lega Nord: 13,5 %
Unione di Centro: 9,5 %
Centro Cristiano Democratico: 8,1 %
Indipendenti: 8,1 %
Dini
Indipendenti: 100 %
Prodi
Partito Democratico della Sinistra (poi Democratici di Sinistra): 40,3 %
Partito Popolare Italiano – Unione Democratica – Sudtirol Vos Partai –
Partito Repubblicano Italiano – per Prodi: 25,4 %
Rinnovamento Italiano: 15 %
Verdi: 1,3 %
Indipendenti: 18 %
I D’Alema
Democratici di Sinistra: 33 %
Partito Popolare Italiano – Unione Democratica – 
Sudtirol Vos Partai – Partito Repubblicano Italiano – per Prodi: 27%
Rinnovamento Italiano: 11,4 %
Verdi: 2,9 %
Indipendenti: 7,1 %
Unione Democratica per la Repubblica: 10 %
Partito dei Comunisti Italiani: 7,1 %
Socialisti Democratici Italiani: 1,5 %
II D’Alema
Democratici di Sinistra: 36,2 %
Partito Popolare Italiano – Sudtirol Vos Partai: 18,8 %
Rinnovamento Italiano: 5,8 %
Verdi: 2,9 %
Indipendenti: 10 %
Unione Democratica Europei : 5,8 %
Partito dei Comunisti Italiani: 7,2 %
I Democratici: 13,3%
II Amato
Democratici di Sinistra: 27,4 %
Partito Popolare Italiano – Sudtirol Vos Partai: 15,2 %
Rinnovamento Italiano: 6 %
Verdi: 6 %
Indipendenti: 16,7 %
Unione Democratica Europei : 6 %
Partito dei Comunisti Italiani: 7,6 %
I Democratici: 9,1%
Socialisti Democratici Italiani: 6 %
II Berlusconi
Forza Italia: 74,5%
Alleanza Nazionale: 11%
Lega Nord Nord: 12%
Biancofiore CCD-CDU: 2,5%
III Berlusconi
Forza Italia: 40,2%
Alleanza Nazionale: 26%
Lega Nord Nord: 10,4%
UDC: 7,8%
Indipendenti: 15,6%



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