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Cinema
"La Rosa Bianca. Sophie Scholl" Stampa E-mail
I giovani e il coraggio di opporsi alle ingiustizie del proprio tempo. Una storia da conoscere
      Scritto da Redazione
08/11/05

 

julia_jentsch.jpg
Julia Jentsch

La Rosa Bianca. Sophie Scholl, Germania 2005
di Marc Rothemund, con Julia Jentsch

Orso d’Argento Miglior Film e Miglior Attrice a Berlino e candidato per la Germania all’Oscar 2006 come Miglior Film Straniero

Nella Germania nazista era davvero difficile creare un'opposizione: sia per la ferocia repressiva del regime, sia per il clima di disciplina nazionalista di cui erano "prigionieri" moltissimi tedeschi.

Un gruppo di studenti dell'Università di Monaco, facendo appello alla propria coscienza morale e religiosa, nel 1943 trovò il coraggio di diffondere alcuni volantini di protesta contro il regime nazista: per questo in quindici furono condannati a morte, altri trentotto incarcerati.

Il film si basa su un'attenta ricostruzione storica, anche se sceglie la prospettiva narrativa di esaltare il ruolo di Sophie, l'unica protagonista femminile del gruppo.
Quelli della "Rosa bianca" erano giovani "normali" (vivevano le loro intense e delicate storie d'amore; amavano le canzoni di Billie Holiday, gli scherzi e qualche sigaretta...), ma non "normalizzati": non avevano addormentato le loro coscienze. Leggevano Dostoevskij, Bernanos, Mann, Guardin; si ponevano entusiasticamente e coraggiosamente il problema di come rispettare le proprie responsabilità verso una comunità nazionale che stava affondando nel degrado morale, prima ancora che nella sconfitta bellica (molti "colleghi" universitari applaudirono la loro cattura...).

Trovarono ispirazione e forza nella fede religiosa, sapendo coglierne il germe di verità e di libertà, pur appartenendo a confessioni diverse (la maggioranza cattolici, alcuni evangelici - come i fratelli Scholl -, ortodossi - Probst -, ebrei).

Un film con cui la Germania di oggi cerca di ritrovare nelle sue radici gli uomini e le idee su cui fondare un orgoglio nazionale autentico e improntato alla pace.

Un film, anche commovente, che aiuta noi tutti a riflettere, in particolare i giovani: per difendere la libertà e il bene comune servono sempre coraggio e sacrificio, anche quando non siamo sicuri di vedere risultati immediati. Eppure lo dimentichiamo proprio oggi, che di sacrifici - per fortuna - ne sarebbero richiesti molti di meno che non ai protagonisti di quella storia di qualche decennio fa...



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