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"Imagine" (1) Stampa E-mail
Il mondo immaginato da Lennon: sogno...o incubo?
      Scritto da Paolo Petrilli
04/02/05

lennon_ono_bedin.jpg

Imagine  
di John Lennon


C’è un capolavoro del nichilismo contemporaneo rimasto per troppo tempo, ingiustamente, misconosciuto: Imagine di John Lennon.

Quando fu scritta il coro della critica si levò unanime a salutare il testo come una delle più belle favole sulla pace mai scritte e il suo autore, da geniale ex buontempone di Liverpool, fu elevato al rango di profeta dell’umanità.

New York divenne la sua casa e il talamo nuziale il palcoscenico da cui lanciare gli anatemi. “Fate l’amore non fate la guerra” campeggiava sui cartelli appesi alle pareti, mentre sotto gli obiettivi dei fotografi, i coniugi Lennon, a colpi di bacino, rendevano intelligibile,anche a chi non aveva studiato l’inglese, il loro programma. Quelle performance, a distanza di anni, conservano di leggendario solo la spericolata esibizione delle smagliature di Yoko. Già profeta di se stesso, solo due anni prima John cantava: “Everybody’s got something to hide except for me and my monkey”, “Tutti hanno qualcosa da nascondere tranne me e la mia scimmia” (per Lennon la scimmia era Yoko Ono).

I due si erano conosciuti qualche anno prima - quando John faceva ancora parte dei Beatles - ad una mostra d’arte contemporanea in cui Yoko era tra gli artisti che esponevano. Lennon, dopo quella mostra, non fu più lo stesso. Parlando dei Beatles aveva già avuto modo di dire: “siamo più famosi di Gesù Cristo”. Potete immaginare il turbamento del suo ego di fronte alla giapponesina, pure brutta, che proprio non sapeva chi lui fosse. Quando poi Yoko gli presentò la sua opera, Johnera già pazzo di lei. Cos’era? Una mela. Una mela del mercato. E doveva essere esposta già da qualche giorno, poiché ormai stava avvizzendo irrimediabilmente. Lei soffiò alcune parole nelle orecchie di lui, qualcosa tipo: “volevo rappresentare l’ineluttabilità del tempo”, e concluse il più grosso affare della sua vita: lo sposò.

Diverrà la sua musa ispiratrice e l’artefice della svolta pacifista dell’ex beatle.

John Lennon era di una pigrizia proverbiale. Su questa sua caratteristica, che spesso i suoi amici (ma anche gli attivisti di ogni risma) gli rinfacciavano, lui amava spesso scherzare. Ci ha scritto anche due canzoni: I’m only sleeping (“Tengo un occhio sul mondo che scorre dalla mia finestra prendendo il mio tempo, sto qui disteso e fisso il soffitto, aspetto il sonno”) e Watching the wheels (“La gente fa domande persa nella confusione, e quando io rispondo che non ci sono problemi, ma solo soluzioni, loro scuotono la testa e mi guardano come se avessi perduto l'intelletto. Io dico loro che non c'è fretta... Me ne sto seduto qui a far passare il tempo”), due manifesti programmatici dell’accidia. A mio parere lo stesso clima abulico, da “rompete le righe”, da “ma che ce frega ma che ce ’mporta” si respira in Imagine. Già solo per l’invito ad “immaginare”, che di fatica non ne costa affatto.

“Immagina non ci sia nessun Paradiso”, come dire, nessuna retribuzione per una vita da giusto.

E da profondo conoscitore dell’infinita pigrizia umana aggiunge: “è facile, se ci provi”. Nulla è più facile del convincersi che tutto è inutile.

“Nessun inferno sotto di noi”, come dire, nessuna retribuzione per il male e le ingiustizie compiute o patite. Chissà quanti uomini di potere (usato male) devono esserselo augurato nel giorno della resa dei conti.

“Sopra di noi solo il cielo” da guardare a pancia all’aria o da rendere spettatore delle piccole grandi atrocità di tutti i giorni.

“Immagina tutta la gente vivere per il presente”, pressappoco quello che sognano tutte le multinazionali, così infastidite dagli stupidi limiti allo sfruttamento di quei beni considerati patrimonio dell’umanità (anche di quella ancora di là dal nascere).

“Immagina non ci siano Nazioni, non è difficile da fare”; ne era convinto anche Trotzkij prima di essere freddato da un sicario a Città del Messico.

“E nessuna religione”. Da notare che lo sbarazzarsi di qualsiasi credo religioso, per Lennon, non coincise con lo sbarazzarsi di un sinistro “astrologo”, che negli ultimi anni della sua vita gestiva in maniera inammissibile anche le scelte più idiote.

“Immagina un mondo senza proprietà, sarei stupito se ci riuscissi, senza necessità di avidità o rabbia”. Per convincervi dell’inapplicabilità di questa tragica utopia - qualora non fossero sufficienti i tragici fatti del Novecento - vi basti osservare la vedova Lennon. L’ingordigia con cui razzola, da venti anni a questa parte, nei cassetti del marito alla ricerca di registrazioni inedite. La cupidigia che anima le violentissime battaglie legali per farsi riconoscere lo sfruttamento commerciale. Chissà se John pensava a lei quando considerava: “sarei stupito se ci riuscissi”.

“Potresti dire che sono un sognatore, ma non sono l’unico”. Lo sappiamo bene John. Di questo genere di “sognatori” ne è pieno il mondo… e i libri di storia.

“Spero che un giorno ti unisca a noi, e il mondo sarà uno solo”. Insomma la soluzione da leggere sul fondo opaco del nostro sistema di vita, il futuro delle culture europee, americane, africane, asiatiche, cattoliche, ebraiche, protestanti, atee, illuministe, postmoderne e controriformiste che si affollano sotto la grande Torre di Babele intorno alla quale danziamo, sul ciglio del burrone, è sempre la stessa, quella che va di moda oggi: la tabula rasa, tutti uguali. È facile, se ci provi…

 

   Il testo della canzone:

Immagina che non ci sia il Paradiso
è facile se ci provi
Nessun inferno sotto di noi
Sopra solo il cielo
Immagina tutta la gente
che vive per il presente...

Immagina che non ci siano nazioni
non è difficile
Niente per cui uccidere o morire
e neanche nessuna religione
Immagina che tutte le persone
vivano la loro vita in pace...

potresti dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
la fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta la gente
condividere il mondo intero...

potresti dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...



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