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Politica - L'azione del Governo
Il giudizio degli "osservatori" sulla Finanziaria 2007 Stampa E-mail
Passiamo in rassegna una serie di opinioni al di sopra di ogni sospetto
      Scritto da Domenico Martino
17/01/07

agenzie_rating.jpgTutte le manovre finanziarie suscitano inevitabilmente le critiche severe dell'opposizione parlamentare. Lasciamo per un attimo da parte tali critiche, anche se non vanno mai ignorate, perché la voce dell'opposizione è sempre un insostituibile strumento democratico.

La particolarità della Finanziaria appena approvata è che ha raccolto giudizi severi anche da parte di esperti, osservatori, protagonisti della vita politica - italiani e stranieri - assolutamente insospettabili di avere preconcetti negativi verso l'attuale Governo. E persino da esponenti della maggioranza stessa…

La bocciatura dell'OCSE - Il 28 novembre 2006 l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (che riunisce i principali Paesi sviluppati) ha presentato il suo Economic Outlook, nel quale si evidenzia che "In Italia l'aggiustamento di bilancio viene condotto attraverso un aumento delle tasse e servono dunque maggiori sforzi per ridurre la spesa". La Finanziaria per il prossimo anno, aggiunge l'OCSE, è troppo imperniata sull' aumento dell'imposizione fiscale, "che avrà un effetto depressivo sulla crescita dei consumi". "Il contenimento della spesa è quindi necessario, soprattutto nel campo delle pensioni, del pubblico impiego, delle amministrazioni locali e della sanità, come indicato nei piani di medio termine del Governo (cioè il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, che il Governo ha disatteso con la legge di Bilancio - c.d. "Finanziaria" - per il 2007, ndr)".

Il declassamento delle agenzie di rating - Il 18 ottobre 2006, quando l'impostazione della finanziaria era già chiara (anche se non lo erano affatto i singoli provvedimenti che dovevano garantire i saldi di bilancio), due delle principali agenzie di rating internazionale (chiamate a valutare l'affidabilità e la solvibilità dei debitori) hanno "declassato" il debito pubblico italiano (hanno cioè ritenuto che le misure di risanamento che stavano per essere assunte rendevano meno sicuro il futuro rimborso dei creditori dello Stato italiano).
Standard & Poor's ha abbassato il giudizio sul debito da "AA-" ad "A+". La riduzione del rating sull'Italia, secondo l'agenzia, "riflette la risposta inadeguata del nuovo governo alle sfide strutturali dell'economia e del bilancio dell'Italia". In una nota l'analista Moritz Kraemer ha aggiunto: "la finanziaria fa poco per avanzare significativamente sulla strada di riforme sul lato dell'offerta e nei fatti porterà ad un aumento netto della spesa in percentuale del pil invece di ridurre l'alta spesa, che è la causa di fondo degli squilibri di bilancio italiani".
L'agenzia Fitch ha abbassato il livello assegnato all'Italia da "AA" a "AA-". Il titolo - eloquente - del documento sull'Italia è "Finanziaria italiana 2007: si chiude la porta su un'altra possibilità di risanamento" (va detto anche che l'analisi conteneva alcuni apprezzamenti per lo "sforzo" effettuato, con dubbi però sulla reale efficacia).

Il giudizio dell'Unione Europea - Più neutrale è stato il parere espresso dal commissario agli Affari economici dell'Ue, Joaquin Almunia, che ha espresso ottimismo sulle possibilità che l'Italia possa rispettare i vincoli di bilancio europei. Tale giudizio, in realtà, non è molto diverso dai precedenti. Semplicemente, si limita a dare una valutazione formale sul rispetto dei parametri di deficit, senza esprimere giudizi sulla 'qualità' della manovra che li determina: se le tasse sono poche o troppe, se lo sviluppo è agevolato o danneggiato, ecc. Questo perché noi facciamo parte dell'Euro, e i nostri problemi di bilancio si riflettono immediatamente sulla stabilità della moneta. Agli altri Paesi europei interessa che non li danneggiamo con i nostri buchi di bilancio; se per garantire questo risultato a essere danneggiato è il nostro sviluppo, lo considerano un male minore.

Il giudizio di alcuni esponenti della maggioranza - Piero Fassino, segretario dei DS (il maggior partito della coalizione) ha dichiarato che "il Governo è in affanno", e invocato - come anche il leader della Margherita, Rutelli - un "fase due" di riforme (riforme che non piacciono all'ala sinistra della coalizione, e sulle quali quindi Prodi tergiversa). Alfonso Pecoraro Scanio, segretario dei Verdi, di fronte ad una Finanziaria i cui contenuti cambiavano ogni giorno ha dichiarato che c'è stata "improvvisazione". 

Il giudizio degli Italiani - Secondo un sondaggio Ispo limited pubblicato il 22 dicembre 2006, il 57% degli Italiani hanno bocciato la Finanziaria (e bisogna rilevare che gli interpellati non si erano ancora concretamente accorti dei provvedimenti che incideranno quotidianamente nelle loro tasche…).
Secondo un sondaggio Euromedia Research pubblicato l'11 gennaio 2007, la fiducia per il presidente del Consiglio Prodi è al 30,5%; quella nei partiti della maggioranza parlamentare di centro-sinistra al 42,3%.



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