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Anche a sinistra cresce la prudenza su immigrazione e cittadinanza Stampa E-mail
23/10/06

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 Daniela Santanché Barbara Pollastrini
Immigrazione: problema od opportunità? Entrambe le cose, certamente.

Fino a ieri a molti, soprattutto nella sinistra politica, sembravano sufficienti, per risolvere i problemi, gli slogan buonisti sull'accoglienza, sulla concessione di diritti senza la richiesta di doveri. Ogni questione sulle difficoltà del confronto tra culture, sulle vie per una reale integrazione, era elusa. Magari c'era anche il calcolo di chi immaginava che, schierandosi apertamente per la concessione facile della cittadinanza, si potesse essere "ripagati" con consensi elettorali...

Oggi anche a sinistra emerge la convinzione che il fenomeno migratorio debba essere governato, e che forse la proposta di concessione della cittadinanza dopo soli cinque anni di residenza nel nostro Paese, senza porre particolari condizioni, è stata precipitosa.

Un episodio che ha contribuito a questa maggiore prudenza è quanto avvenuto venerdì 20, in una trasmissione televisiva (su Sky) in cui si confrontavano l'onorevole di AN Daniela Santanché, autrice di un libro sui diritti delle donne musulmane, e l'imam della moschea di Segrate, Ali Abu Shwaima. Quando la Santanché ha osato dire che la rigida prescrizione del velo per le donne non è di immediata derivazione coranica, è stata ricoperta da una raffica di insulti.

Tra i commenti di solidarietà alla parlamentare, si segnala quello di Barbara Pollastrini, ministro ds per le Pari opportunità: «Voglio che il signor Shwaima sappia che in Italia non sono accettabili minacce, intimidazioni, condanne. Siamo in un Paese democratico e pretendiamo da chi vi è stato accolto il rispetto dei principi di libertà, opinione e scelta. Il diritto di cittadinanza va condizionato alla condivisione di queste regole comuni, tra cui è centrale il rispetto della donna».



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