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Fabbisogni professionali secondo il modello Excelsior
      Scritto da Carlo Baratta
17/09/12

Anche per il mercato del lavoro vale la massima “de te fabula narratur”: parlare di mancanza di lavoro significa parlare di te che leggi, in quanto cittadino europeo, anche se in questo momento la ricerca o la conservazione di un posto di lavoro non è la tua preoccupazione più immediata.

La disoccupazione, infatti, è un fenomeno che riguarda tutti gli europei, in quanto è originata dalla perdita di senso nella società occidentale, dalla liquefazione del concetto di bene e male. La crisi occidentale non è congiunturale, ma “entropica”, si inserisce cioè in un quadro in cui un sistema che cerca solo di “conservare” se stesso finisce inevitabilmente col disperdere le sue energie e accrescere il suo disordine.

Il degrado entropico può essere combattuto non con la stagnazione, ma con la crescita, che ha bisogno di fiducia, investimenti, nuove energie umane, un quadro di valori condiviso. Se però le nuove tendenze sono quelle del calo demografico, della “decrescita felice”, dello smarrimento di valori, si capisce bene che l’Europa ha imboccato la direzione della sua dissoluzione…

Riconoscere le cause profonde di un problema è l’unica via per rinvenire soluzioni efficaci e durature.

Ciò non significa, ovviamente, rinunciare a ragionare sulle cause più immediate; a ricercare rimedi di breve periodo idonei – anche nella sfera personale – se non a risolvere il problema disoccupazione, almeno ad alleviarlo.

A tal fine, è importante innanzitutto conoscere i numeri che descrivono la richiesta di lavoro in Italia. È possibile con Excelsior, il sistema informativo, realizzato da Unioncamere insieme con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che analizza periodicamente le previsioni di assunzioni e i fabbisogni professionali delle imprese italiane.

Va precisato che questo modello può suggerire soluzioni congiunturali; rappresenta perciò un placebo per il problema disoccupazione, che, come visto, ha una dimensione critica più profonda.

Il sistema utilizza, come metodo, interviste annuali a circa 100mila imprese di tutti i settori economici e di tutte le tipologie dimensionali, per avere informazioni analitiche sul proprio fabbisogno di occupazione per l’anno in corso; è lo strumento informativo più completo oggi a disposizione dell’opinione pubblica per la conoscenza dei fabbisogni delle imprese sul mercato del lavoro.

Il campo di osservazione è rappresentato dall’universo delle imprese private iscritte al Registro delle Imprese con almeno un dipendente, con l’esclusione delle unità operative della pubblica amministrazione, delle aziende pubbliche del settore sanitario, delle unità scolastiche e universitarie pubbliche e delle organizzazioni associative.

Inoltre, pur non essendo tenute all’iscrizione nel Registro delle Imprese, vengono considerate anche le attività professionali per le quali esiste l’obbligo di iscrizione in albi tenuti da ordini o collegi professionali. In genere si tratta di “studi professionali”, considerati nell’universo di riferimento se viene rilevata la presenza di almeno un dipendente.


Per il 2012, il numero di imprese che prevede di assumere personale si riduce rispetto  al 2011, raggiungendo il 14,4%: una percentuale molto bassa, sulla quale ha pesato in maniera decisiva il clima negativo in cui si è svolta l’indagine. La parte prevalente di assunzioni è da imputare ad aspettative di crescita della domanda, mentre per il 36,5% i nuovi ingressi riguardano la sostituzione di dipendenti in uscita.

A parere delle imprese intervistate, sia il mercato interno - ancora molto debole - sia quello estero - ancora poco dinamico - non sono nelle condizioni di garantire sbocchi ai prodotti, e ciò rende impossibile una crescita occupazionale.

Sulla frenata delle entrate (assunzioni) previste potrebbe incidere anche l'aspettativa legata agli esiti della Riforma del mercato del lavoro, in fase di elaborazione durante la rilevazione.  Ciò è confermato anche dalla contemporanea riduzione delle uscite dal mercato del lavoro attese.

In termini assoluti, sono circa 631mila le assunzioni che le imprese prevedono di effettuare nel 2012, il 25% in meno rispetto al 2011. Le uscite attese si fermano a 762mila (-21%). Si profila dunque un encefalogramma piatto per l’occupazione nelle imprese: sia il tasso di entrata (5,5%) sia quello di uscita (6,7%) mostrano una tendenza decrescente, accentuata nell’ultimo anno (questi valori erano rispettivamente il 9,5% e l’8,5% nel 2008). La debolezza nell’andamento delle entrate è la principale causa del saldo negativo tra entrate e uscite (-130.510 unità).

Come evidenzia il rapporto 2012, “il 64,4% delle oltre 631mila assunzioni previste per il 2012 sarà rappresentato da personale non stagionale, con un’incidenza sul totale di questa tipologia in calo di 6 punti percentuali rispetto al 2011 a favore degli ingressi di stagionali. Sono soprattutto le imprese industriali (-43,8%) a condizionare il ridimensionamento nelle assunzioni non stagionali, mentre tra gli operatori del terziario il calo sarà decisamente meno intenso (-24,0%). La riduzione delle assunzioni non stagionali si distribuisce in maniera sostanzialmente uniforme tra le aree geografiche, mentre sotto l’aspetto della dimensione d’impresa un’intensa contrazione (-51,1%) di questa fattispecie è attesa tra le piccole imprese (10-49 addetti), mentre per le classi dimensionali maggiori il ricorso alle assunzioni non stagionali perde meno posizioni. Gli ingressi stagionali saranno, quindi, generalmente meno penalizzati e in alcuni comparti dei servizi tipicamente caratterizzati da elevata stagionalità, come i servizi di alloggio e ristorazione, si prospetta anche un incremento rispetto al 2011 nel ricorso a questo tipo di contratti.”

Per ulteriori approfondimenti si può consultare il seguente sito:  http://excelsior.unioncamere.net/ .

Per avere una conoscenza quantitativa e qualitativa dei fabbisogni - a livello regionale, per dimensioni di impresa, per scolarità e per competenze richieste, si può consultare l'area dedicata del sito.



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