Cesare Geronzi è stato uno dei protagonisti della finanza italiana, ai vertici di Capitalia, Mediobanca, Generali.
Intervistato dal Corriere della Sera lo scorso 9 dicembre, ha tra l'altro risposto ad alcune domande sui "poteri forti" che si muovono dietro le quinte del mondo finanziario.
Le sue risposte non sono sconvolgenti, ma in qualche misura senz'altro interessanti, tenendo conto dello strettissimo riserbo cui sono soliti attenersi i protagonisti di quegli ambienti (forse queste 'rivelazioni' sono possibili anche perché la stella di Geronzi è in fase calante, e quindi è minore l'interesse ad apparire "affidabile" evitando ogni presa di posizione).
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Quanto conta oggi il Vaticano nella finanza?
«Poco o niente».
Conterà almeno l'Opus Dei, dalle cui file viene Gotti Tedeschi, il presidente dello Ior.
«Non è certo quella finanziaria l'attitudine principale che si richiede alla Chiesa sia per il mandato divino sia per la sua opera pastorale-evangelica. Molto ordine è stato fatto, da un po' di tempo, nell'economia e nella finanza vaticane. Quanto a Ettore Gotti Tedeschi, che è stato anche consulente di Tremonti, è un personaggio ritenuto preparato, che si è particolarmente esercitato nella demografia».
E la massoneria?
«La massoneria invece conta, forse conta molto, ed è spesso segnalata come protagonista di snodi più importanti di settori politici e finanziari».