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Religione e società - Notizie e Commenti
Chi sono i miei veri familiari? Stampa E-mail
La profondità dei legami familiari in un’ottica religiosa (e non socio-giuridica)
      Scritto da Paola Morgigni
05/09/11
Vittorio Corcos, La Famiglia Moschini
Vittorio Corcos, La Famiglia Moschini

Si fa un gran parlare della famiglia, che resta per quasi tutti il riferimento principale degli affetti e delle sicurezze psicologiche (anche se alcuni non hanno coscienza che la famiglia, se non viene rispettata e sostenuta, rischia di andare in crisi).

Si fa un gran parlare anche di “nuovi modelli di famiglie”.

Diciamolo subito: se guardiamo alla famiglia dal punto di vista socio-giuridico, “famiglia” è solo quella tradizionale, e ad essa non possono essere arbitrariamente equiparati altri tipi di convivenza, che non sono in grado di svolgere lo stesso ruolo.

Interrogarsi su “che cosa sono i legami familiari”, qual è il loro senso, la loro profondità, può però avere un senso sul piano relazionale e religioso.

Proviamo a riflettere su un brano del Vangelo:

“In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre»” (Mt 12,46-50).


Facciamoci anche noi, oggi, questa domanda: "Chi è mia madre? Chi sono i miei fratelli?"
Le persone che fanno parte della mia famiglia anagrafica chi sono dinanzi a Dio, e in riferimento alla logica divina di definizione delle relazioni e dei legami?

Gesù, apparentemente, sembra svolgere il ruolo di un ‘buttafuori’ ... Lui deve decidere se fare entrare o no chi sta fuori: sua madre e i suoi fratelli.
Gesù chiarisce il criterio secondo il quale i suoi familiari possono entrare a parlargli, stabilendo attraverso il linguaggio una comunione profonda con lui: "Chiunque fa la volontà di Dio è mio fratello, mia sorella, mia madre", afferma Gesù; che non tende a togliere relazioni, ma ad aggiungerne.

Siamo certi, infatti, che Maria era la mamma di Gesù. Non solo perché lo ha partorito, ma anche perché - come i discepoli, che Gesù indica con precisione con la sua mano - compie pienamente la volontà di Dio.

Gesù non ci dice di discriminare i nostri familiari anagrafici, ma ci dice di verificare se essi sono nostri familiari anche dinanzi a Dio e possono quindi entrare nella nostra "Famiglia Divina".

Ci vuole un po' di coraggio per cercare di rispondere allo stesso interrogativo che formula Cristo.
Potrà accadere, infatti, di accorgerci che tutti i "familiari anagrafici" sono anche i nostri "familiari divini".
Ma dobbiamo prepararci a dover constatare, con impotenza e forse tristezza, che alcuni dei nostri "familiari anagrafici" si collocano fuori dalla nostra ‘reale’ famiglia, perché non compiono la volontà di Dio, perché non possono essere inseriti fra i nostri legami forti, radicati in Dio.

Gesù vuole proteggerci dalle relazioni superficiali, dalle affettività sanguigne che non si traducono in relazioni profonde, dalle dipendenze umane. Lui vuole insegnarci l'amore e ci "indica" che esiste solo un tipo d'amore: quello che si fonda in Dio e che segue il modello che lui, il Cristo, ha realizzato: "Dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13).

Questo "esempio d'amore" deve essere valido per tutte le relazioni. Dobbiamo imparare a riconoscere gli amici dai nemici, e comprendere per chi vale la pena donare se stessi, sperando che la nostra generosità, forse, un giorno, servirà anche alla conversione dei nostri nemici.

In tal modo possiamo identificare i nostri veri familiari, le persone con cui parlare, con cui realizzare una comunicazione amichevole, piena di fiducia e con cui vivere un'unione profonda, intima, in cui si realizza il dono di se stessi e, quindi, quell'amore reciproco di cui ci parla il Signore: "Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34).

Lo scambio amorevole non può però avvenire se prima non si è in grado di amare Dio prima di tutto, di amarLo a tal punto da fare pienamente la Sua volontà.
E noi sappiamo bene che adeguarci al volere di Dio non è sempre facile e logico ... A volte bisogna sforzarsi di passare per la porta stretta (Lc 13,24), altre volte si deve continuare a camminare con fede per portare un carico, un giogo, che forse non vogliamo perché non lo comprendiamo, perché non ne valutiamo i benefici o per paura che sia troppo pesante.

Solo dopo aver preso "la nostra Croce", seguendo un'emozione genuina piuttosto che un misero calcolo, ci accorgiamo che - come promesso dal Signore - quel "giogo" è davvero così leggero, addirittura "soave" (Mt 11,30). Gesù ci insegna cosa vuol dire fare la volontà di Dio fino in fondo. Le sue parole non sono distaccate dalla sua vita. Lui compie il disegno di Dio fino alla morte in Croce (Gv 13,1), e diventa così nostro fratello, nostro figlio, l'uomo che ci attende a braccia aperte per accoglierci nella cerchia dei suoi familiari. Se riusciremo anche noi, come Lui, a "fare" ciò che Dio vuole. 

____________________

Approfondimenti biblici:

- Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Gv 15,13
- Dopo aver purificato le vostre anime con l'obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri. 1Pt 1,22
- Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Rm 12,10
- Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Lc 13,24
- Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdi-zione, e molti sono quelli che vi entrano. Mt 7,13
- Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! Mt 7,14
- Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Gv 13,43
- Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero. Mt 11,30
- Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Gv 13,1
- Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Fil 2,8



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