Il 20 giugno 2011, a Roma, l’UNICEF ha organizzato – con la Luiss e Unindustria - un convegno con il filosofo animalista australiano Peter Singer. In una nota del presidente di UNICEF Italia, Vincenzo Spadafora, si spiega che Singer è stato invitato “per il suo noto impegno filantropico, riconosciuto a livello internazionale e praticato in prima persona”.
Bisognerebbe ricordare, però, che il “filantropo” non solo è favorevole all’aborto (il che non scandalizza più l’UNICEF, considerato che da oltre dieci anni inserisce l'aborto tra i "diritti riproduttivi"), ma sostiene che possono essere considerati “persone” solo gli esseri umani con certe caratteristiche: razionalità, autocoscienza, autosufficienza, sensibilità al dolore.
Quanto ai neonati, ai bambini malati, ai pazienti in stato di coma, ai disabili (e perché non anche chi dorme?), si tratterebbe di “non–persone”, che è meglio uccidere! Il racconto di Philiph K. Dick sulle pre-persone si rivela inquietante profezia.
Insomma: l’UNICEF, che dovrebbe difendere i bambini, fa salire in cattedra il teorico dell’infanticidio!
Nella stessa nota (inviata a Famiglia Cristiana, che aveva dato notizia del convegno senza evidenziare le posizioni etiche di Singer, e aveva per questo ricevuto critiche), il presidente di UNICEF Italia si premura di specificare che “l’iniziativa non va in alcun modo ritenuta una condivisione, da parte nostra, di affermazioni fatte da Singer in contesti differenti da quello della filantropia, in particolare sul concetto di persona umana e sull’universalità dei diritti del bambino”.
Insomma: è come invitare un nazista a discettare delle sue iniziative “filantropiche”, senza condividere le sue idee razziste o eugenetiche...