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Notizie - Attualitą e Costume
Un bene prezioso: il nostro silenzio Stampa E-mail
L'antidoto al soffocante linguaggio massmediale
      Scritto da Paola Morgigni
13/06/11

Nel tempo presente è possibile comunicare con semplicità se stessi, usando l'essenzialità di un linguaggio sobrio, disadorno, capace però di rimanere involontariamente poetico, perché in grado di mantenere intatta la sua carica emozionale?

Il complesso universo comunicativo in cui viviamo irrompe nella mente per indurre ad essere le star di ogni incontro, gli attori non protagonisti delle scene di una vita comune che si deforma e assomiglia sempre più ad un triste casting, in cui si rischia di sentirsi sempre giudicati per come si appare, per la cultura che si mostra, per la capacità di fare colpo, di fare audience, di attrarre, di sedurre, di conquistare, nel tentativo più o meno consapevole di smerciare la propria verità, le proprie storie, il proprio tempo e futuro, come se fossero dei beni superflui, degli optionals o i prodotti di una pausa pubblicitaria.

Mentre l'essenziale, l'indispensabile sembra essere il seno rifatto, l'articolo più polemico e volgare, il numero di contatti su facebook, il corso di bungee jumping, il farmaco per l'impotenza, il peso sulla bilancia, il gossip, i tradimenti dei vip, l'happy hour, le feste alcoliche, il nome del prossimo tronista, il televoto ...

Come salvare la sfera privata dall'invasione di un linguaggio massmediale che ha tante controindicazioni e molti effetti collaterali?
Possiamo provare a proteggere il "nostro" silenzio, un bene davvero prezioso?

Possiamo lasciare che l'assenza di parole diventi il presupposto per usare consapevolmente delle 'parole vere', pronunciate con una naturale semplicità, con un'ingenua verità ... possiamo tentare di recuperare il valore delle frasi autentiche e disinteressate della quotidianità ... delle frasi pronunciate senza pretese, più vicine alla tavola da pranzo e più lontane dal red carpet ... più simili ad una canzone d'amore, che segna l'inizio di una storia duratura, e più lontane dalle parole di un talk show, in cui l'amore è discusso, mostrato, osteggiato, tradito, forzato, concentrato, inneggiato come in uno squallido coro da stadio, in cui i presunti innamorati diventano i tifosi di squadre avverse: gli uomini contro le donne, i gay contro gli etero, i conviventi contro gli sposati, i traditori contro i fedeli ...
Mentre il pudore, il rossore dell'amore romantico si sciolgono liquefatti nell'acido micidiale di una comunicazione artificiale, chimica, plastica ... come di plastica diventano i volti, che pieni di botulino non possono più esprimere le emozioni con la mimica facciale e le gonfie labbra di gomma, che sembrano chiedere senza sosta, né vergogna, baci solo cinematografici.



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