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Notizie - Contrappunti
Berlusconi come John Belushi? Stampa E-mail
Il premier dovrebbe assumersi le responsabilitą della sconfitta elettorale
      Scritto da Giovanni Martino
30/05/11

In quel film capolavoro della comicità surreale che è The Blues Brothers, John Belushi è in “missione per Dio”: salvare, con Dan Aykroyd, l’orfanotrofio cattolico in cui sono cresciuti.

Durante la “missione”, un incontro imprevisto nelle fognature di Chicago: lo rintraccia la sua ex fidanzata – Carrie Fisher – che era stata  abbandonata all’altare. La Fisher, imbufalita, si prepara a “lavare l’onta” armata di fucile a ripetizione; ma Belushi, in una scena memorabile, cerca di farsi perdonare, spiegando – in un crescendo rossiniano – di essere stato vittima delle circostanze: “Non ti ho tradita, dico sul serio. Ero rimasto senza benzina; avevo una gomma a terra; non avevo i soldi per prendere il taxi; la tintoria non mi aveva portato il tight; c’era il funerale di mia madre; è crollata la casa; c’è stato un terremoto; una tremenda inondazione; le cavallette! Non è stata colpa mia!!!”

La Fisher si commuove, lo perdona, riceve un bacio e… viene scaraventata in terra: la “missione per Dio” deve continuare.

Berlusconi ci ricorda Belushi: la stessa sfrontatezza surreale, lo stesso inanellare scuse – più o meno fondate – per giustificare promesse elettorali ancora inadempiute: “È colpa della crisi mondiale, era colpa degli alleati infidi che ci mettevano i bastoni tra le ruote, è colpa della magistratura che mi distoglie dall’azione di governo, è colpa di Tremonti che tiene chiusi i cordoni della borsa”.

Anche la recente sconfitta alle elezioni amministrative sembra colpa di altri, in particolare di candidati con scarsa "personalità”. Quando invece ricordiamo tutti che è stato Berlusconi stesso, considerando già vinte le elezioni (Milano era una roccaforte del centrodestra, Napoli era reduce dai disastri delle giunte di sinistra), a scegliere di farne un referendum personale, per puntellare il suo prestigio.

Insomma, sarebbe ora di cominciare a guardare in faccia la realtà.

Ma la realtà dovrebbe essere oggetto di riflessione anche da parte dei cittadini, che non possono accontentarsi di mandare un “segnale”: i candidati risultati vincenti sono probabilmente peggiori (per estremismo, eterogeneità delle maggioranze che li sostengono) di quelli battuti…



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