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Notizie - Nel Mondo
"Gendercide", guerra alle bambine Stampa E-mail
Uccise, abortite o abbandonate, mancano nel mondo almeno 100 milioni di ragazze
      Scritto da The Economist
04/03/10
la copertina dell'Economist che denuncia la soppressione di milioni di bambine
la copertina dell'Economist che denuncia la soppressione di milioni di bambine
Anche l'Economist, la più influente rivista liberale al mondo, nel numero del 4 marzo si accorge che l'aborto legalizzato è diventato un'arma di distruzione di massa... femminile. (Traduzione da www.il-cortile.it)


Immaginate di essere una giovane coppia in attesa del suo primo figlio in un paese povero in via di sviluppo. Siete parte della nuova classe media, il vostro reddito è in aumento e volete metter su una piccola famiglia. Ma i costumi tradizionali vi condizionano soprattutto nel preferire i figli maschi invece delle femmine. Forse il duro lavoro fisico è ancora necessario nella vita della vostra famiglia. Probabilmente solo i figli maschi possono ereditare i terreni. Probabilmente una figlia sposandosi andrà a vivere in un'altra famiglia e voi invece volete che qualcuno si prenda cura di voi quando sarete vecchi. Addirittura avrà bisogno di una dote.

Ora immaginate di aver eseguito un'ecografia, costa 12 dollari ma ve la potete permettere. La scansione dice che il nascituro è una femmina. Anche voi avreste preferito un maschio, ma il resto della famiglia addirittura lo pretende. Non vi sareste mai sognati di uccidere una bambina come fanno nei villaggi. Ma un aborto sembra differente. Cosa fareste?

Per milioni di coppie, la risposta è: abortire la figlia e riprovare per avere un maschio. In Cina e nel nord dell’India stanno nascendo più di 120 ragazzi per ogni 100 femmine. E’ naturale che i nati maschi siano leggermente di più rispetto alle femmine per compensare una maggiore suscettibilità dei ragazzi alle malattie infantili. Ma non in queste proporzioni.


Per coloro che si oppongono l'aborto, questo è un omicidio di massa. Per coloro che, come questo giornale, pensano che l'aborto debba essere "sicuro, legale e raro" (per usare l'espressione di Bill Clinton), molto dipende dalle circostanze, ma le conseguenze di tali azioni individuali sono catastrofiche per le società in cui avvengono. La Cina si avvia ad avere tanti giovani maschi single (ribattezzati "rami secchi” perché non possono trovare una compagna) quanto l'intera popolazione giovanile maschile americana. In qualsiasi paese i giovani maschi che non riescono a sistemarsi sono fonte di guai; nelle società asiatiche, dove il matrimonio e i figli sono le vie di accesso per entrare a far parte della società', gli uomini single sono visti quasi come fuorilegge. I tassi di criminalità, le violenze sessuali, ma anche i tassi di suicidi femminili sono tutti in aumento e cresceranno ulteriormente, appena queste generazioni di "spiantati" raggiungeranno la maturità.

Non è esagerato chiamare questo un genocidio di genere ("gendercide". Il termine gender - "genere" - è utilizzato nel senso di genere sessuale, quindi nel suo significato proprio di insieme di individui appartenenti ad un sesso. Esiste anche un'accezione moderna ed idologica di gender, inteso come "orientamento sessuale"). Mancano milioni di donne, abortite, uccise, trascurate fino a farle morire. Nel 1990 l'economista indiano Amartya Sen, fissava questo numero a 100 milioni, ma adesso e' sicuramente più alto. Invertire la rotta si può e la Corea del Sud ha dimostrato il peggio può essere evitato. Le altre nazioni hanno bisogno di imparare da questa come fermare il massacro.


La scomparsa delle sorelle

Molti sanno che la Cina e l'India del Nord hanno un numero di ragazzi innaturalmente elevato. Ma pochi comprendono quanto pericoloso sia il problema, e quanto si stia ingigantendo. In Cina il rapporto tra i sessi era di 108 maschi ogni 100 femmine per la generazione nata alla fine degli anni '80; per la generazione dei primi anni 2000, si era già arrivati a 124 contro 100. In alcune province cinesi il rapporto è addirittura di 130 a 100. La situazione in Cina è sicuramente la più drammatica, ma non è limitata a questa nazione. Coinvolge altri paesi dell'Asia orientale, tra cui Taiwan e Singapore, gli Stati ex-comunisti nei Balcani occidentali e il Caucaso, e anche alcune etnie della popolazione americana (cinese e giapponese-americana, per esempio): tutti questi hanno un rapporto di nati maschi/femmine distorto. Il genocidio di genere esiste in quasi tutti i continenti. Colpisce ricchi e poveri, colti e analfabeti, indù, musulmani, confuciani e cristiani.

Il benessere non lo ferma. Taiwan e Singapore hanno economie ricche e sviluppate. In Cina e India le aree con le peggiori percentuali maschi/femmine sono quelle più ricche e istruite. E la politica cinese del figlio unico e' solo una parte del problema, visto quanti altri paesi sono in questa situazione.

In effetti, l'eliminazione delle femmine è un prodotto di tre forze: l’antica preferenza per il figlio maschio, un desiderio tutto moderno di avere famiglie piccole e l'avvento di tecnologie capaci di identificare il sesso dei nascituri (la tecnologia asseconda il dominio dei desiderî, ndr). Nelle società in cui era comune la nascita di quattro o sei bambini, un maschio sicuramente sarebbe arrivato, e quindi non esisteva una preferenza per i maschi sulle femmine. Ma ora le coppie vogliono solo due figli, o ne possono avere solo uno come in Cina, e quindi sacrificheranno una femmina per cercare di avere un maschio. È per questo che le percentuali tra maschi e femmine sono più distorte nelle zone più moderne e aperte della Cina e dell'India. Ed è anche per questo che i rapporti sono più distorti dopo il primo figlio: i genitori possono anche accettare una figlia, ma faranno di tutto per garantirsi che il prossimo e probabilmente ultimo figlio sia un maschio. Il rapporto ragazzo/ragazza è superiore a 200 per il terzo figlio in molte zone.


Come fermare la scomparsa dell’altra metà del cielo

Le bambine sono quindi vittime di una combinazione maligna di antichi pregiudizi e moderne preferenze per le famiglie di piccole dimensioni. Un solo paese è riuscito a cambiare questo modello. Nel 1990 la Corea del Sud aveva un rapporto di nascite maschi/femmine quasi distorto come la Cina. Ora, sta tornando verso la normalità. Ha raggiunto questo obiettivo tramite un cambiamento culturale. L'istruzione femminile, tutele anti-discriminatorie e parità di diritti hanno fatto apparire la preferenza per un maschio non più necessaria. Le forze della modernità hanno aggravato il pregiudizio all’inizio, mai poi hanno contribuito a superarlo.

Ma questo è accaduto in una nazione ricca come la Corea del Sud. Se la Cina o l'India, con un reddito che è un quarto e un decimo dei livelli della Corea dovessero aspettare di raggiungere gli stessi livelli di benessere, passeranno molte generazioni. Per accelerare il cambiamento, hanno bisogno di adottare misure che sono nel loro stesso interesse. Ovviamente, la Cina per prima cosa dovrebbe abolire la politica del figlio unico. I dirigenti del gigante asiatico cercheranno di resistere a questa eventualità perché temono la crescita incontrollata della popolazione e cercheranno di non tener conto delle preoccupazioni occidentali sui diritti umani. Ma il limite di un bambino per famiglia non è più necessario per ridurre la fertilità (se mai lo è stato). E inoltre distorce il rapporto maschi/femmine del paese con risultati devastanti. Il presidente Hu Jintao sostiene che la creazione di una "società armoniosa" sia il suo principio guida, ma questo non può essere raggiunto perseguendo una politica che ha effetti così profondamente perversi sulla famiglia.

Tutti i paesi hanno la necessità di aumentare la considerazione verso l’universo femminile. Dovrebbero incoraggiare l'istruzione femminile, abolire le leggi e le consuetudini che impoveriscono le figlie femmine negli affari che riguardano le eredità e coinvolgere di più le donne nella vita pubblica ed economica. Mao Zedong diceva che "le donne sostengono la metà del cielo". Il mondo deve fare di più per evitare che questo genocidio al femminile faccia crollare tutto il cielo.



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