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Notizie - Nel Mondo
Per la pace in Afghanistan, un nuovo sistema legale condiviso e il rispetto dei diritti umani Stampa E-mail
Osservazioni a margine della Conferenza Internazionale di Londra
      Scritto da Giulio Murano
08/02/10
Il presidente afghano Karzai
Il presidente afghano Karzai
L’Afghanistan è, in questo momento, lo snodo della politica internazionale. La forza di intervento militare ISAF, guidata dalla NATO su mandato ONU, è composta da 58.000 uomini di quaranta Paesi, impegnati a rafforzare le nuove istituzioni statali e a neutralizzare la guerriglia dei talebani e dei terroristi di Al Qaeda. Riuscire nel non facile compito di consolidare la sicurezza, stabilire un rapporto di fiducia tra le diverse etnie e le istituzioni centrali, diffondere una cultura del rispetto dei diritti umani, significherebbe stabilizzare l’area mediorientale e indebolire decisamente la forza di attrazione dell’integralismo islamista.
Lo scorso 28 gennaio, a Londra, si è tenuta una Conferenza internazionale sull’Afghanistan, cui ha partecipato un nostro corrispondente, l’avv. Giulio Murano, esperto in diritto internazionale.


(Londra-Roma. Dal nostro corrispondente)
Nel quadro delle problematiche relative alla pace ed alla sicurezza affrontate nella Conferenza di Londra, i relatori si sono soffermati ed hanno più volte richiamato la tematica della salvaguardia e potenziamento nel campo dei diritti umani e del diritto umanitario, in particolare per quanto concerne la tutela dei civili.

Il Segretario dell’ONU Ban Ki Moon ha ricordato che l’azione di rafforzamento del sistema delle garanzie democratiche in Afghanistan non può che essere strettamente collegata al rafforzamento ed alla qualificazione delle istituzioni del Paese ed alla creazione di un sistema giudiziario garante dell’imparzialità e della corretta applicazione delle norme giuridiche.

Il Presidente afghano Hamid Karzai ha, più volte, sottolineato l’esigenza primaria che il popolo afghano e gli attori internazionali presenti ed attivi nel Paese, nella lotta per la legalità e contro il terrorismo, rispettino la Costituzione e le leggi afghane, le quali devono essere considerate il primo punto di riferimento per una corretta e autonoma organizzazione statale e dell’amministrazione giudiziaria.

Il principio di legalità, le norme adottate per combattere la corruzione, gli organismi nazionali - anche di prossima istituzione - chiamati a risolvere i problemi della riconciliazione, della ricostruzione e dell’integrazione, tra le forze vive e vitali dell’Afghanistan: tutte queste realtà debbono fare riferimento alle norme costituzionali, quali legante del sentimento nazionale e delle storiche tradizioni del Paese.

La Costituzione, corpo unitario di norme di collegamento tra le istituzioni centrali e periferiche del Paese, rappresenta la base per la corretta applicazione delle norme di diritto consuetudinario, elaborate ed applicate dai consigli tribali, in ambito locale, nei villaggi e nelle provincie.

La giusta considerazione delle norme consuetudinarie in armonia con le leggi nazionali ed, in primis, con la più volte richiamata Costituzione, consentirà di amalgamare e rafforzare l’amministrazione della giustizia, affermando saldamente il principio di legalità.

Il Paese deve combattere contro l’impunità e la disapplicazione delle leggi nel Paese, coinvolgendo gli anziani dei villaggi e le rappresentanze amministrative intermedie, locali, distrettuali e provinciali nella conoscenza e nella veicolazione delle norme di carattere civile, commerciale, penale e procedurale, affinché il Paese percepisca di essere governato non per il principio e la forza dell’autorità, ma per la forza della democrazia rappresentativa.

L’adozione e la conoscenza di una nuova, più chiara e trasparente legge elettorale rappresenta uno dei più emblematici impegni confermati dal Presidente Karzai durante il suo discorso nella Conferenza di Londra.
L’incertezza e gli errori della precedente fase elettorale non potranno essere ammessi e la Comunità Internazionale sarà chiamata a testimoniare i risultati che saranno raggiunti nella prossima fase elettorale, quando sarà applicata la nuova legge per le elezioni a livello locale e nazionale.

A tal fine, il Presidente Karzai ha anticipato la nuova e prossima convocazione dell’Organismo Nazionale di Consultazione, denominato “Loja Gjiirga”, ovvero Gran Consiglio, che sarà chiamato a discutere e deliberare in ordine alle modalità, termini e tempistica dell’adozione di un nuovo e generale quadro normativo, che deve essere acquisito per garantire la rappresentatività democratica delle istituzioni periferiche e centrali dello Stato Afghano e l’applicazione delle norme statali e consuetudinarie nei termini più omogenei e coordinati.

L’autonomia e la valenza sia della Costituzione Nazionale che delle leggi promulgate, rappresenta, per il Presidente Karzai, un punto di riferimento della sovranità nazionale, dell’azione amministrativa e della credibilità governativa per la guida del Paese, in particolare tenuta presente la previsione che, entro il ragionevole termine di due anni, il Governo conterebbe di poter acquisire il controllo di almeno la metà del territorio e delle province afghane.

Risulta così senz’altro necessario ed essenziale conoscere ed esaminare le suddette normative, rispetto alle quali ogni diverso innesto di altre normative esterne potrebbe apparire forzato, eccentrico e non misurato, rispetto alla fragile consapevolezza del quadro giuridico da parte del popolo afghano.

Peraltro, l’auspicato riequilibrio della cooperazione civile e militare nel Paese per lo sviluppo economico ed istituzionale, per la tutela della popolazione civile e della proprietà, per la promozione degli investimenti, per la formazione e impiego della manodopera, per lo sviluppo dell’agricoltura, del commercio e dell’industria, per la lotta alla povertà, necessitano di un insieme stabile, chiaro ed organico di norme giuridiche di riferimento, a tutti i livelli dell’organizzazione sia statale che decentrata del Paese.

Il piano strategico per combattere la corruzione e la costruzione di un complessivo sistema di leggi e regolamenti a carattere nazionale è vitale per la concreta amministrazione della giustizia e per l’effettiva tutela ed applicazione dei diritti umani e della democrazia.

La partecipazione dell’Afghanistan ai vari Organismi di Cooperazione Regionale per il rafforzamento del commercio, per la lotta al terrorismo e per la salvaguardia e la sicurezza dei confini con i Paesi limitrofi, quali il Pakistan e l’Iran, dovrà procedere, di pari passo e con l’urgenza delle circostanze, con il più pieno rafforzamento del quadro legislativo nazionale.

Il nuovo Alto Rappresentante del Segretario generale delle Nazioni Unite a Kabul, Steffan de Mistura, che sarà insediato dal prossimo 1° marzo, avrà il compito fondamentale di rafforzare la cooperazione civile e l’assistenza tecnica sotto ogni profilo, al fine di assicurare la crescita equilibrata di tutti i settori della vita civile e la ricostruzione dei campi dell’educazione, della formazione professionale, della sanità, del commercio, così come andrà ad operare Mark Sedwill, quale Alto Rappresentante Civile NATO, per espandere l’impegno sul piano della ripresa economica, coordinando l’attività delle missioni militari e degli Organismi Internazionali presenti ed attivi nel Paese.

* * *

Una delle principali sfide dell’Afghanistan è rappresentata dall’adozione di un sistema legale-normativo idoneo a garantire lo sviluppo sostenibile ed il processo di pace, la difesa del Paese ed il rafforzamento delle proprie forze militari e di polizia. Solo così sarà possibile l’affermazione dei diritti umani - che il sistema delle Nazioni Unite vuole implementare in Afghanistan - quale garanzia basilare per una progressiva strategia di crescita per la più ampia fascia di popolazione.

Anche gli specifici e selezionati progetti di intervento, di rapido effetto per lo sviluppo economico, non possono essere separati da uno scenario di rafforzamento istituzionale, garantito dalla Costituzione e da un idoneo impianto legislativo e giudiziario, oltre che da leggi regolatrici del funzionamento di ogni comparto amministrativo.
Un efficace apparato giudiziario, in grado di operare ed applicare le norme, una raccolta, per quanto po

sibile organica, delle norme consuetudinarie, coordinate e organizzate per materia, la più ampia  diffusione del testo della Costituzione in ogni ambito civile ed amministrativo, può rappresentare un impegno operativo, urgente ed ineliminabile, per la formazione di una forte consapevolezza di appartenenza e di volontà di crescita della popolazione afghana.

La prossima Conferenza Internazionale sull’Afghanistan, che si terrà a Kabul, in primavera, così come annunciato da diversi interventi a Londra, dovrà vedere impegnato il Paese, tra l’altro, per il superamento del ritardo tra dichiarazioni di volontà e reale affermazione dei diritti umani, della parità tra donne e uomini, delle politiche per il lavoro, per garantire un reale processo di democratizzazione e di stabilità, per la pace, il rifiuto del terrorismo e l’auspicabile reintegrazione-riconciliazione, a lungo termine, con i talebani, attraverso una nuova strategia di comunicazione e di confronto, con un nuovo piano di azione, nel quadro e nell’ambito delle garanzie costituzionali.


L’Avv. Giulio Murano, cassazionista, è laureato in Scienze Politiche e Giurisprudenza. È Tenente della Riserva Selezionata dello Stato Maggiore dell’Esercito. Ha conseguito il Master in “Diritto Internazionale e dei Conflitti Armati”. Ha frequentato il Seminario “Diritti dei Conflitti Armati e Diritti Umani nelle Operazioni di Peacekeeping” presso la NATO School.
Ha partecipato come Esperto Legale – Corrispondente di Europaoggi.it, alla Conferenza sull’Afghanistan di Londra del 28.1.2010.



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