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Religione e societą - Notizie e Commenti
Esiste il diavolo? Stampa E-mail
Superstizione, simbolo o... inquietante presenza?
      Scritto da Gabriele Vecchione
16/11/09

"Il capolavoro di Satana nell’età moderna è di non far credere alla sua esistenza". (Charles Baudelaire)


Il Diavolo interpretato da Rosalinda Celentano in 'La Passione di Cristo'La buriana del razionalismo prima e del materialismo poi ha ridotto il Diavolo (dal greco διαβάλλω, accuso, divido) a figura mitologica o metafora del male. Alcuni comportamenti o manifestazioni diabolici, per molti dotti, sono “costruzioni sociali”, disturbi dissociativi o mere psicosi.

Beninteso: c’è chi crede d’essere tentato, vessato o posseduto e ha soltanto bisogno di un buon psichiatra. Come pure non mancano i casi in cui si persevera con la cura della psiche ed invece c’è una drammatica necessità della benedizione di un esorcista.
Per certo laicismo, il Diavolo è tout court il frutto della predicazione medievale; per taluni, invece, invischiati in vecchie eresie che ciclicamente si ripropongono, tutto è opera del Diavolo. C. S. Lewis nota due errori degli uomini: “Talvolta credono troppo al Diavolo, talaltra non vi credono abbastanza”.

Oggi sembra che questa entità che la Bibbia descrive, dalla Genesi all’Apocalisse, come un angelo decaduto dotato di personalità e volontà (Lucifero) sia solo un residuo dei vocabolari. I teologi hanno articolato fumosi discorsi, i preti hanno smesso di credervi e di parlarne e, come denuncia con grande amarezza il clebre esorcista padre Amorth, i vescovi con loro, cosicché non nominano più esorcisti. Un giorno p. Amorth lo disse senza troppi fronzoli a Giovanni Paolo II (sappiamo che Wojtyla talvolta esorcizzava di suo pugno): “Sua Santità, i vescovi non credono più al Diavolo”. Il Papa, che di fede ne aveva da vendere, rispose candidamente: “Chi non crede al Diavolo non crede al Vangelo”.

Chi crede oggi alla Bestia immonda? Forse i bambini che, dopo aver visto L’esorcista di William Friedkin, devono dormire con la luce accesa; qualche prete illuminato, che magari poi viene accusato di credere alle favole; il Papa; i satanisti (che danno lezioni ai credenti anche sulla fede nell’eucarestia).

Ma si può dire senza tema di esagerazione che il mondo ha smesso di credere all’Accusatore, tanto che un arguto scrittore del secolo scorso come Andrè Frossard, in Il diavolo forse, un’operetta esemplare, fa dire al Demonio: “Ci sono giorni nei quali mi chiedo se non dovrei restituirvi un po’ di fede cristiana, al fine di far meglio risaltare i miei servigi”.

Nel Nuovo Testamento si parla del Diavolo 300 volte (così ha calcolato Antonello Famà). I demoni sono “molti” (Mc 5, 9) e servono un regno opposto a quello di Gesù e comandato da un potere centrale che è chiamato 34 volte Satana (Satan, l'Avversario), 37 Diavolo, 63 Demonio (δαιμóνιον, spirito [malvagio]). Gesù vi combatte fortemente a più riprese, compie numerosissimi esorcismi e lo chiama anche "maligno" (Mt 5,37; 6,13b), "tentatore" (Mt 4,3), "principe dei demòni" ( Lc 11,15), “principe di questo mondo” (Gv 14,30); Paolo, addirittura, “dio di questo mondo” (2 Cor 4,4).

Il risultato dell’attuale confusione è una drammatica ingenuità: tanti e troppi frequentano le sedute spiritiche, dove facilmente si rimane preda della possessione diabolica, credendo di poter davvero parlare con le anime dei defunti; tanti e troppi si rivolgono a maghi, cartomanti e fattucchiere di ogni sorta, con danni spesso irreparabili; tanti e troppi, spesso ingannati dall’astuzia dei figli delle tenebre, rimangono intrappolati nelle sette sataniche e dalle conseguenze delle messe nere, essere liberati dalle quali è difficilissimo.

Il Diavolo non vuole terrorizzare, ma sedurre: è il serpente che nell'Eden vuol convincere l'uomo a farsi come Dio. Preferisce agire non rivelandosi, lasciando così che sia l’uomo a portare a compimento la sua opera.
Cosicché oggi non crediamo più nella sua esistenza, e il suo raggio d’azione s’è esteso a 360°: la perdita del senso del peccato, l’avversione alla Chiesa, lo sfascio delle famiglie, gli aborti di massa, l’odio verso i deboli, la depressione, le varie idolatrie del denaro e del potere, lo smarrimento diffuso dell’equilibrio morale rientrano nel suo grande piano di “insubordinazione o di opposizione a Dio, che è diventata la motivazione di tutta la sua esistenza” (Giovanni Paolo II) e nella sua “secreta filosofia” che da “perfido sofista” (Padre Pio) instilla nelle menti umane.

Il Diavolo, che ama agire nell'ombra, si rivela e si accanisce contro chi ostacola maggiormente i suoi progetti. Ad esempio contro Padre Pio, della cui lotta contro Satana parliamo più diffusamente.



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