Nel calcolo di una quota cedibile (quinto) della pensione, chiedo cortesemente quale sia l'esatto procedimento tra i seguenti:
IMPONIBILE-IRPEF-ADDIZIONALI:5=QUOTA CEDIBILE
IMPONIBILE-IRPEF:5-ADDIZIONALI=QUOTA CEDIBILE
In sostanza, l'importo relativo alle addizionali si sottrae prima del quinto oppure dopo il quinto?
Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti
V. Z. (Vercelli)
Risponde il dott. Mauro Ciccolini
(Dipartimento di Diritto Tributario presso l'Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma)
La cessione del quinto è un finanziamento (di regola) a tasso fisso con rimborso a rate costanti, con la particolarità che il rimborso delle rate non viene effettuato direttamente dal richiedente, bensì dal suo datore di lavoro (o dall’istituto previdenziale come nel Suo caso), e il relativo importo è trattenuto direttamente dal netto in busta paga (o dalla pensione). Il datore di lavoro o l’ente previdenziale è, pertanto, il soggetto deputato a versare le rate a favore dell’Istituto che ha erogato il prestito.
Si parla di cessione del quinto in quanto l’importo della rata di rimborso non può normalmente eccedere la quinta parte dello stipendio netto mensile o della pensione netta mensile.
Per il calcolo del quinto disponibile, dunque, si deve considerare la pensione/retribuzione netta ricevuta ogni mese quale risultante dall’ordinario calcolo contributivo e fiscale effettuato dal datore di lavoro o dall’Ente erogatore del trattamento pensionistico.
Le addizionali, pertanto (per rispondere alla Sua domanda), si sottraggono prima del quinto.
Atteso che ci si deve attenere all’importo netto ricevuto ogni mese, in ogni caso può essere utile ricordare (come da Lei richiesto) il procedimento per la determinazione della imposta sul reddito delle persone fisiche che, in sintesi, è il seguente:
Reddito complessivo - oneri deducibili - deduzione per abitazione principale(e sue pertinenze) = REDDITO IMPONIBILE
Reddito Imponibile × Aliquota Irpef e addizionali (data, per l’appunto, dalla somma dell’aliquota nazionale + addizionali comunale/regionale) = IRPEF LORDA
Imposta lorda - detrazioni riconosciute (per familiari a carico, per tipologia di reddito, per particolari spese, ecc.) = IMPOSTA NETTA
Le ricordo anche che, in talune situazioni, allo scopo di aumentare la somma erogata, è possibile arrivare ad una rata massima pari a due quinti dello stipendio; per far ciò è necessario sottoscrivere oltre al contratto di cessione del quinto vero e proprio, anche un contratto di delega del pagamento che impegna l’altro quinto dello stipendio.
In linea generale e ricostruttiva poi, si precisa che l’ammontare massimo del prestito dipende direttamente dai due seguenti fattori:
• gli anni di anzianità lavorativa ed il relativo TFR maturato;
• l’importo della retribuzione o della pensione netta mensile.
Per quanto riguarda il primo elemento, maggiori saranno gli anni di anzianità lavorativa e maggiore sarà il corrispondente TFR maturato; di conseguenza l’Istituto finanziario, di fronte ad una più ampia garanzia, sarà disposto a concedere importi più elevati.
Nel Suo caso rileva, invece, solo il secondo fattore: l’importo netto. Poiché il rimborso mensile deve essere inferiore alla quinta parte della retribuzione/pensione netta, quanto maggiore sarà la retribuzione o la pensione riscossa, tanto maggiore sarà la rata mensile sostenibile (ciò che rende possibile l’erogazione di somme più elevate). Ogni eventuale diminuzione della retribuzione/pensione dovrà essere, infatti, immediatamente comunicata al finanziatore.
Come ricordato sopra, la normativa di riferimento pone limiti precisi all’importo del rimborso mensile: in particolare, il più rilevante è il divieto che la rata superi il quinto della retribuzione/pensione netta mensile.
In alcuni casi gli istituti finanziari consentono, in realtà, di oltrepassare tale quota, purché sia conferita dal cedente apposita delega al finanziatore per la riscossione di somme anche in esubero al tetto consentito.
In ogni caso, Le suggerisco anzitutto di valutare con estrema attenzione la Sua reale capacità di sostenere una rata mensile ben determinata e di rivolgersi ad un Istituto di Credito serio e riconosciuto (possibilmente alla Sua Banca di fiducia) evitando società finanziarie che non offrono adeguate garanzie o comunque sconosciute. Anche i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) di solito offrono tra i loro servizi la gestione di tali pratiche. Niente fai da te su internet, però, mi raccomando!
Nota legale:
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