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Notizie - Contrappunti
Contrordine a 'la Repubblica': la donna non è più oggetto Stampa E-mail
Parte la campagna contro Berlusconi che usa le donne. Sul sito repubblica.it spariscono le foto osé
      Scritto da Francesco Cassani
02/11/09
Una tra le immagini più castigate che apparivano sul sito de la Repubblica...
Una tra le immagini più castigate che apparivano sul sito de la Repubblica...
Chi guarda le copertine dei settimanali di “informazione politica” che cosa trova, un numero sì e l’altro no?

Un bel nudo femminile. Che magari lancia una bella “inchiesta” sulle nuove (?) abitudini sessuali degli Italiani, tanto per dare un alibi ad uno stratagemma sin troppo evidente: il sesso attira l’attenzione di molti potenziali acquirenti, il nudo in copertina fa vendere più copie.

È una tentazione cui pochi direttori sanno sottrarsi. Da quando l’informazione è sbarcata su internet, anche i siti delle testate più serie hanno provveduto a creare apposite sezioni, con gallerie di immagini spinte, soprattutto calendarî più o meno patinati. E sono tra le sezioni più cliccate dei siti.

Accade poi che la Repubblica, nella sua campagna a 360° contro Berlusconi, lanci un appello: “Quest'uomo offende noi donne e la democrazia: fermiamolo”. Un appello contro il modello femminile basato su “avvenenza giovanile e seduzione fisica”, contro la “cretinizzazione della donna”.

Qualcuno si ricorda però che la sezione voyeuristica di repubblica.it è tra le più ricche nel panorama on line. Il colmo è che, per denunciare le frequantazioni di "escort" nelle residenze private di Berlusconi, vengano proposte gallerie di immagini provocanti di quelle ragazze.

Giunta da più parti la sottolineatura di questa ipocrisia, a largo Fochetti si devono esser chiesti: “Facciamo la predica al Cavaliere e razzoliamo molto peggio?” Contrordine, compagni: via le foto erotiche dal nostro sito internet.

La borghesia “illuminata” che produce e legge la Repubblica si è convertita ad un assoluto rispetto della dignità della donna?
O questa conversione durerà il tempo della strumentalizzazione politica contro Berlusconi, avendo il sapore moralistico di chi utilizza il “richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere” (come ha denunciato il segretario della CEI, mons. Crociata)?

A breve potremo verificare.


P.S.: anche se le motivazioni di questa nuova sensibilità sono dubbie, ciò non toglie che il rispetto per la donna (così come per l'intelligenza dell'uomo, per la sensibilità dei minori) passa anche per la rinuncia alla facile volgarità, e che quella di la Repubblica sia un'iniziativa meritevole di essere imitata



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