Articolo di riferimento: Pio XII, ritratto di un Papa calunniato
Le osservazioni di Luigi Milanesi mi sembrano molto esigenti.
Chiedere a tutti i cattolici un impegno fattivo per combattere le dittature (o prevenirne il consolidamento) è forse troppo, perchè non dobbiamo mai dimenticare le singolarità di ciascuna persona, a prescindere dalla comune fede religiosa o laica che sia. Non tutte le persone - direi la maggioranza - avvertono l'impulso all'azione sociale. Ci sono sempre le minoranze creative. Per rimanere a quegli anni, si pensi a Don Sturzo e successivamente al gruppo di Camaldoli.
A parer mio, è giusto immaginare un ruolo fecondo dei cattolici nella società, come suggerisce Luigi, ma molto dipende anche da un messaggio chiaro dato, alla maggioranza meno attiva cui accennavo prima, da una guida.
Aggiungo che le vicende della vita, comunemente, se non sempre, richiedono mediazione per raggiungere il bene comune possibile al momento. La Chiesa cattolica ha agito in questo spirito negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso.
E' stato corretto?
Saluti
Bonaventura Marino
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