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Cinema - Recensioni e Profili
"Kung Fu Panda" Stampa E-mail
Un film d’animazione piacevole e ricco d’insegnamenti
      Scritto da Giovanni Martino
22/09/08

kungfu_panda.jpgKung Fu Panda 
di
Mark Osborne, John Stevenson
USA (DreamWorks) 2008


I film di animazione hanno sempre avuto un pubblico non solo di bambini, ma anche di grandi (solitamente i genitori che accompagnano i figli al cinema). Da qui la cura dei produttori nel confezionare opere che abbiano una struttura narrativa forte, realistica, anche con una certa dose di introspezione psicologica: è il caso, in primo luogo, dei grandi classici di Walt Disney. Per non parlare dei prodotti giapponesi (gli anime), che anzi hanno una tensione drammatica ritenuta anche eccessiva per i parametri europei.

Negli ultimi anni, con l’ingresso sul mercato di nuovi produttori (DreamWorks), è emersa una nuova tecnica narrativa per strizzare l’occhio al pubblico adulto: quella di creare cartoni che abbiano diversi livelli di lettura. Al livello più immediato, accessibile ai bambini, se ne associa tra le righe uno più sottile, fatto di citazioni (letterarie, cinematografiche) e di richiami parodistici al costume e alla politica.

La massima espressione di questa tecnica è stato il ciclo di Shrek. Che però può dirsi pienamente riuscito solo col primo episodio. I successivi sono diventati un affastellarsi di battute, citazioni satiriche, smitizzazioni fini a se stesse, e alla fine piuttosto noiose.

Il nuovo prodotto della DreamWorks, Kung Fu Panda, sembra ritrovare un felice equilibrio tra storia, sentimento, insegnamenti positivi. È la storia di un panda gigante grassottello, Po, che sogna di diventare un grande guerriero di Kung Fu, di costruire “la leggenda di un guerriero leggendario la cui abilità nel kung fu è materia di leggenda”, capace di abbagliare per la sua “miticità” e la sua “attraenza” (esilarante l’inizio del film!).

Il suo destino, però, sembra segnato in una diversa direzione. Il padre confida di tramandare con lui la tradizione di famiglia, quella di ristoratori specializzati nel cucinare spaghetti. Anche il fisico e il grande appetito di Po non sembrano i presupposti ideali per farne un guerriero. E lo stesso panda è convinto che i suoi sogni resteranno tali. Eppure...

La storia si sviluppa veloce e accattivante, riuscendo nel contempo a trasmettere numerosi significati morali.
Il primo insegnamento è che le apparenze ingannano. Po coronerà il suo sogno, e salverà la Valle della Pace da un terribile pericolo, dimostrando di avere quelle doti morali per essere guerriero che altri – basandosi solo su forza, tecnica, aggressività – non possiedono.
Il saggio Maestro Oogway, la vecchia tartaruga che ha creato il kung fu, agli occhi dei suoi allievi (anche del Maestro Shifu, il panda rosso che gli succederà) non sembra più tanto lucido. Invece, dimostra quanto siano da tenere in conto gli anziani, e che la saggezza è spesso più utile della competenza, perché dona la capacità di leggere il cuore: Oogway, anni prima, aveva saputo scorgere l’ambizione malvagia nel cuore di Tai Lung, l’allievo ribelle di Shifu.
Il Maestro Shifu, invece, non aveva saputo prevedere la ribellione del suo allievo; perché accecato dall’affetto, ma anche dall’orgoglio, dalla contemplazione dei frutti del proprio lavoro di addestramento.
Il saggio Oogway si assume l’onere di designare Po come futuro “Guerriero Dragone”, contro il parere di tutti, sulla base di un criterio che sembra casuale. Ma, come ripete al suo allievo, “il caso non esiste”.
Il “destino” delle persone non è disegnato solo dall’esterno (da qualcosa... Qualcuno?), ma anche dalla volontà e dalle aspirazioni riposte nel cuore di ognuno.
Ancora Oogway ricorda l’importanza di apprezzare il dono della vita, in ogni momento e in ogni circostanza anche apparentemente avversa: “Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono... per questo si chiama presente!”.
I difetti non sono sempre qualcosa di cui vergognarsi, ma anche qualcosa che si può dominare e usare per migliorarsi: il Maestro Shjifu, incaricato di addestrare il giovane panda, riesce a far leva proprio sulla golosità di Po.
Shifu insegna a Po anche l’importanza della fiducia nel proprio maestro. Quella fiducia di cui lo stesso Shifu ha capito l’importanza proprio nell’ultimo periodo di vicinanza al suo antico maestro Oogway.
I figli non possono essere la proiezione dei desiderî dei genitori. Ma gli insegnamenti dei genitori hanno sempre una ricchezza che deve saper essere accolta (la “ricetta segreta” per preparare gli spaghetti illuminerà Po su come si può davvero essere guerrieri valorosi).

Arrivati a questo punto, qualcuno potrebbe essersi fatto l’idea di un cartone animato un po’ “pesante”, infarcito di moralismi. Invece, si tratta di insegnamenti distribuiti con leggerezza nell’arco di una storia avvincente, ricca di umorismo e di divertimento.

Intendiamoci: la struttura narrativa (complessità della storia, spessore dei personaggi) non è solida come quella di alcuni grandi classici dell’animazione. Ma si tratta senz’altro di un’occasione di intrattenimento piacevole e intelligente... per grandi e per piccini.



Giudizio Utente: / 10

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