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Diritti - Informazioni
Gli avvocati vittime dei tempi lunghi della giustizia Stampa E-mail
Contro il luogo comune che li vorrebbe interessati economicamente a dilazionare le cause legali
      Scritto da Domenico Martino*
25/02/08

bilancia_della_giustizia.jpg*Avvocato

Uno dei luoghi comuni più diffusi è che i tempi lunghi della giustizia dipendano in parte anche dagli avvocati.

Infatti, secondo la vulgata, quanto più il giudizio è lungo tanto più l’avvocato guadagnerebbe. Un luogo comune così radicato da essere riportato in articoli che si occupano di “mala giustizia”.

Ebbene, si tratta di una vera e propria fesseria.

Basta prendere in esame le tariffe forensi per rendersi conto che il compenso dell’avvocato matura all’80% in due momenti: nella fase iniziale e nella fase finale del giudizio. L’avvocato - da un punto di vista prettamente economico - avrebbe maggiore convenienza a definire la causa subito dopo la fase introduttiva, quando il compenso per la più remunerativa fase iniziale è già maturato, senza aspettare anni per incassare il compenso finale. La fase “centrale” del giudizio non è lucrativa.

Quindi, se può, l’avvocato cerca di accelerare l’iter processuale per arrivare ad una pronta definizione del giudizio e maturare quella rilevante parte del proprio compenso rappresentata dai diritti e gli onorari previsti per la fase conclusiva. Giammai sussiste un interesse dell’avvocato a procrastinare il giudizio per un proprio interesse economico.

Non solo: occorre considerare che una pronta soluzione della controversia è la migliore pubblicità per l’avvocato.

Infatti, se l’avvocato riesce a soddisfare un cliente – per fare un esempio - in due anni, questo cliente soddisfatto farà pubblicità al proprio avvocato e lo consiglierà – poniamo - al vicino di casa che ha un problema analogo. Dopo due anni anche il vicino, se vede risolta la propria problematica, ne parlerà a sua cognata. A seguire, di biennio in biennio, il passaparola potrà estendersi al suocero e al collega d’ufficio, e così via. Il risultato è che un bravo avvocato, se il giudizio è celere, in dieci anni avrà seguìto cinque giudizi e maturato cinque compensi con soddisfazione di tutti (ammesso che ogni cliente soddisfatto consigli l’avvocato solo ad una persona; se il passaparola è più esteso, l’effetto può essere moltiplicato).

Invece, se il primo giudizio dura dieci anni, l’avvocato avrà maturato una sola parcella per un cliente che non sarà neanche soddisfatto, nonostante l’avvocato lo abbia seguito (e ascoltato) per così lungo tempo.

Quindi, quando si parla di tempi lunghi della giustizia... per favore lasciate perdere gli avvocati che ne sono le prime vittime!

 



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