Arrivano momenti in cui occorre essere e mostrarsi decisi, in cui bisogna separare il grano dal loglio, in cui le questioni di dettaglio non possono venire confuse con quelle principali. Per il Partito democratico, impegnato nella stesura della propria carta dei valori, questo è uno di quei momenti. Non è consigliabile sollecitarlo con quisquilie, né distrarlo con banalità o scontatezze. Per sua fortuna, al timone della difficile ma affascinante navigazione, il Partito democratico può contare su persone capaci, di vasta cultura e sottile raffinatezza, che non si lasciano facilmente distrarre. Alfredo Reichlin è una di queste persone. Egli ha detto tempestivamente, e bene: “Quella che io presiedo è la commissione del Pd che deve stilare un manifesto dei valori del partito. Non credo proprio che la questione della 194 (la legge che regola l’aborto, ndr) sia un tema in discussione”. La frase, che sgombra il campo dalle perdite di tempo, ricorda quell’altra assai famosa di Isacco Newton, pioniere a sua volta del pensiero: “Sto studiando la legge di gravità, io, che cazzo me ne frega se cadono le mele dagli alberi?”
pubblicato su Il Foglio