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Libri - Recensioni e Profili
"Il rischio educativo" Stampa E-mail
Il libro di don Giussani che ha ispirato l'appello trasversale "Per un'educazione di popolo"
      Scritto da Fabrizio Sotgia
20/11/05

dongiussani.jpg

Il rischio educativo -
di Luigi Giussani, nuova ed. Rizzoli, Milano 2005

Mercoledì 19 Ottobre, presso l’Istituto Augustinianum di Roma, a pochi metri da Piazza San Pietro, si è svolta la presentazione del libro di don Luigi Giussani - il fondatore di Comunione e Liberazione, recentemente scomparso - Il rischio educativo.

Alla presentazione sono intervenuti don Jiuliàn Carron, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, successore di don Giussani; Giancarlo Cesana, responsabile di Comunione e Liberazione, docente di Medicina del Lavoro presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca; ed Ernesto Galli della Loggia, editorialista e professore ordinario di Storia dei Partiti e dei Movimenti Politici all'Università di Perugia.

L’opera di don Giussani, riproposta in una nuova edizione, ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul delicato tema dell’educazione.

L’educazione oggi deve essere strumento di conoscenza o riscoperta del vero significato della vita. Questa prospettiva allungata, che ha come orizzonte l’intera parabola esistenziale dell’individuo, e non solo quella lavorativa, guida ognuno nella quotidianità delle sue scelte, delle sue azioni, dei suoi progetti, alla maggiore fedeltà al cuore dell’uomo così come Dio l’ha fatto, più vicini ai suoi reali bisogni. Questa è la primaria preoccupazione di un’educazione vera, questa la sfida che il mondo contemporaneodeve impegnarsi a realizzare: ricostituire un metodo educativo più corrispondente all’uomo.

L’educazione, secondo Giussani, deve avere due caratteristiche: cognizione dei valori della tradizione e formazione alla critica.

Il passato può essere proposto solo se è presentato dentro un vissuto presente, affinché ognuno possarapportarloal proprio cuoree darne un giudizio critico.

Mediante la personale critica l’uomo si fortifica, si rende indipendente dall’opinione pubblica creata dal potere reale.

Specialmente i giovani hanno bisogno di libertà, è necessario che si liberino dalla omologazione che li rende “schiavi mentali”.

L’educazione oggi deve trasmettere la Verità che rende liberi, la medesima sin dagli inizi dei tempi, quella Verità che si è rivelata e allo stesso tempo si cela nel mistero della vita. La vita è un mistero, perché la possediamo ma non è nostra. L’educazione deve trasmettere valori positivi, la deriva altrimenti è dapprima il pessimismo e poi la tiepidezza.

Al fondo dell’ideologia totalitaria, in ogni caso, troviamo sempre lo stesso odio verso l’umanità comune, ritenuta “mediocre”, sradicata, piena di dubbi, di macchie e di incertezze; e identificata ieri come oggi, seppure da diverse angolazioni, con l’Occidente.

Al libro di Don Giussani si richiama un appello trasversale sottoscritto da esponenti del mondo della cultura, dell'arte, dell'economia, delle professioni, del giornalismo e diffuso il 18 novembre 2005: per impedire il declino sociale bisogna affrontare la questione educazione.

Se ci fosse un'educazione di popolo tutti starebbero meglio

"L’Italia è attraversata da una grande emergenza. Non è innanzitutto quella politica e neppure quella economica – a cui tutti, dalla destra alla sinistra, legano la possibilità di “ripresa” del paese –, ma qualcosa da cui dipendono anche la politica e l’economia. Si chiama “educazione”. Riguarda ciascuno di noi, ad ogni età, perché attraverso l’educazione si costruisce la persona, e quindi la società. Non è solo un problema di istruzione o di avviamento al lavoro. Sta accadendo una cosa che non era mai accaduta prima: è in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli. Per anni dai nuovi pulpiti – scuole e università, giornali e televisioni – si è predicato che la libertà è assenza di legami e di storia, che si può diventare grandi senza appartenere a niente e a nessuno, seguendo semplicemente il proprio gusto o piacere. E’ diventato normale pensare che tutto è uguale, che nulla in fondo ha valore se non i soldi, il potere e la posizione sociale. Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità di cui è fatto il cuore dell’uomo fosse destinato a rimanere senza risposta. E’ stata negata la realtà, la speranza di un significato positivo della vita, e per questo rischia di crescere una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare come sulle sabbie mobili, bloccati di fronte alla vita, annoiati e a volte violenti, comunque in balia delle mode e del potere. Ma la loro noia è figlia della nostra, la loro incertezza è figlia di una cultura che ha sistematicamente demolito le condizioni e i luoghi stessi dell’educazione: la famiglia, la scuola, la Chiesa. Educare, cioè introdurre alla realtà e al suo significato, mettendo a frutto il patrimonio che viene dalla nostra tradizione culturale, è possibile e necessario, ed è una responsabilità di tutti. Occorrono maestri, e ce ne sono, che consegnino questa tradizione alla libertà dei ragazzi, che li accompagnino in una verifica piena di ragioni, che insegnino loro a stimare ed amare se stessi e le cose. Perché l’educazione comporta un rischio ed è sempre un rapporto tra due libertà. E’ la strada sintetizzata in un libro cruciale, nato dall’intelligenza e dall’esperienza educativa di don Luigi Giussani: Il rischio educativo. Tutti parlano di capitale umano e di educazione, ci sembra fondamentale farlo a partire da una risposta concreta, praticata, possibile, viva. Non è solo una questione di scuola o di addetti ai lavori: lanciamo un appello a tutti, a chiunque abbia a cuore il bene del nostro popolo. Ne va del nostro futuro."

Magdi Allam, Luigi Amicone, Romeo Astorri, Pupi Avati, Sebastiano Bavetta, Giovanni Bazoli, Franco Bechis, Maurizio Belpietro, Marco Bersanelli, Pier Alberto Bertazzi, Riccardo Bonacina, Dino Boffo, Massimo Borghesi, Eugenio Borgna, Francesco Botturi, Franco Branciaroli, Massimo Calearo, Luigi Campiglio, Massimo Caprara, Giancarlo Cesana, Giorgio Chiosso, Valentina Colombo, Giovanni Cominelli, Ferruccio De Bortoli, Adriano De Maio, Luca Doninelli, Renato Farina, Giorgio Feliciani, Giuliano Ferrara, Onorato Grassi, Giuseppe Guzzetti, Giorgio Israel, Paolo Liguori, Mauro Mazza, Roberto Mazzotta, Giancarlo Mazzuca, Claudio Morpurgo, Andrea Muccioli, Giuseppe Mussari, Francesco Nembrini, Lorenzo Ornaghi, Roberto Persico, Antonio Polito, Gaetano Quagliariello, Luisa Ribolzi, Claudio Risè, Davide Rondoni, Carlo Rossella, Luigi Roth, Fabio Alberto Roversi Monaco, Giulio Sapelli, Silvio Scaglia, Giorgio Squinzi, Elena Ugolini, Santo Versace, Raffaello Vignali, Giorgio Vittadini, Stefano Zamagni

A questi primi firmatari si sono aggiunte altre 5000 persone che hanno trasmesso l'adesione a info@appelloeducazione.it, tra cui 200 politici di maggioranza e opposizione e 300 personalità del mondo della cultura (Francesco Alberoni, Ettore Bernabei, Francesco D'Agostino, Giuseppe Dalla Torre, Paola Mastrocola, Riccardo Muti, Aldo Cazzullo, Aldo Forbice e tanti altri).



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