PRIMA PAGINA
faq
Sommario Magazine
Mappa del sito
Temi caldi
Temi caldi
Notizie
Attualità
Politica
Economia
In Europa
Nel Mondo
Contrappunti
Intorno a noi
Città e Quartieri
La Regione
Cultura
Libri
Fumetti e Cartoni
Cinema
Musica
Teatro
Arte ed eventi
Religione
Storia
Scienze e natura
Rubriche
Focus TV
Sport
Mangiar bene
Salute
Amore e Psiche
Soldi
Diritti
Viaggi e motori
Tecnologia
Buonumore

Login Utente
Username

Password

Ricordami
Dimenticata la password?
Indicizzazione
Convenzioni


Libri - Recensioni e Profili
“Lettera dalla Cecenia” Stampa E-mail
Ritratto di una terra martoriata
      Scritto da Valentina Nuccio
03/12/07

letteradallacecenia_copertina.jpgPhilipp Bohelay e Olivier Daubard
Lettera dalla Cecenia   
Editore Libribianchi, Milano 2007

Nel 2002 lo scrittore Philipp Bohelay e il fotografo Olivier Daubard si recano nei campi profughi ceceni in Inguscezia. Racconteranno in punta di piedi la situazione agghiacciante in cui versano gli sfollati e lasceranno il giovane Ramzan raccontare il suo desiderio di vendetta. E’ un potenziale kamikaze. Nel 2002 la situazione in Cecenia è fuori da ogni controllo: c’è appena stato l’attentato a Grozny, la capitale. Tutto è un miscuglio di fango, fame e freddo che distruggono le vite di chi si ritrova senza una casa e ancor peggio senza figli, mariti, fratelli.

E’ il racconto arrabbiato di questo giovane che vede la sua gente morire sotto le torture più atroci, le donne violate e ridate alla famiglia con in grembo il figlio dell’odio, uomini e bambini sepolti ancora vivi.
A Ramzan hanno ucciso il fratello, sotto una pioggia di colpi di mitra e le lacrime di sua madre che ha perso un figlio, quelle non le può dimenticare. Era pronto a morire se necessario. A 19 anni.

Ma il racconto dei due reporter non si ferma alla storia di Ramzan. Nelle quasi cento pagine, è narrata anche la storia della Cecenia, l’indipendenza del 1995 non accettata dalla Federazione russa, i ceceni nella monumentale metropolitana di Mosca, il terrore per una valigia che per terra fa scoppiare il panico-bomba. Il libro è corredato da un glossario e dalle bellissime fotografie in bianco e nero di Olivier Daubard. Ritraggono visi, rughe, tende e neve. Bambine in posa e case sconnesse ma dignitose. Un reportage intenso, a tratti crudo ma realistico, purtroppo.

 



Giudizio Utente: / 4

ScarsoOttimo 




Ricerca Avanzata
Aggiungi questo sito ai tuoi preferitiPreferiti
Imposta questa pagina come la tua home pageHomepage
Agorà
Lettere e Forum
Segnalazioni
Associazionismo
Comunicati
Formazione
Dagli Atenei
Orientamento
Lavoro
Concorsi
Orientamento
Impresa oggi
Link utili
Informazione
Associazionismo
Tempo libero
Utilità varie
Link consigliati
Rassegna stampa
Zenit.org
Bussola Quotidiana
Storia libera
Scienza e fede
Il Timone
Google
Yahoo
YouTube
meteo
mappe e itinerari
Google Maps e Street View
Pagine Gialle Visual
Link amici
Facciamoci sentire



Questo sito utilizza Mambo, un software libero rilasciato su licenza Gnu/Gpl.
© Miro International Pty Ltd 2000 - 2005