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Notizie - Attualitą e Costume
La crisi delle famiglie e il silenzio dei media Stampa E-mail
Siamo davvero passati dal disastro alla pacchia?
      Scritto da David Busato
08/10/07

proietti_febbredacavallo_scamiciato.jpgI media in generale fotografano realmente la situazione esistente? Molte famiglie, sempre più famiglie, rischiano di fare crack. L’indebitamento di molte persone sta raggiungendo livelli di guardia. Molti si saranno accorti che ormai le pubblicità su chi offre prestiti, finanziamenti a tassi favolosi e altro, sono martellanti e ovunque. Perché? Ovvio, perché ormai è un mercato vastissimo, quello delle famiglie che ricorre a prestiti, finanziamenti e quant’altro.

E’ un problema culturale? Negli anni passati qualche eccelso commentatore ha detto che forse gli Italiani hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Vero, verissimo. Adesso, forse, sarebbe il caso di darsi una regolata? E’ vero che gli italiani vivono ancora oggi al di sopra delle proprie possibilità? O c’è dell’altro, tipo la inadeguatezza degli stipendi rispetto ai prezzi in circolazione?

Premesso che la questione è anche e sicuramente culturale, c’è da dire che l’introduzione dell’euro deve essere ancora assorbita da molti Italiani. Si ragiona sempre in lire, si fanno i confronti con i prezzi di quando c’era la lira, non c’è niente da fare. E poi l’inflazione è veramente come ci attesta l’Istat? Quanti media stanno realmente fotografando la situazione?

Durante gli anni del Governo Berlusconi, tv e giornali ci hanno bombardato con la crisi della quarta settimana. Ricordate i tg e gli speciali del Tg3 e compagnia, di famiglie che faticavano ad arrivare alla fatidica quarta settimana? La colpa era del famigerato Governo Berlusconi, affamatore del popolo. Quella prospettiva era evidentemente esagerata: c’erano sacche di difficoltà, ma la situazione non era certamente peggiorata rispetto al passato, come dimostravano molti indici economici.

Adesso? Le sacche di difficoltà esistenti non sembrano certo essersi ridotte, visto anche l’aumento delle imposte. Molte famiglie non arrivano neanche alla terza settimana. Ma la maggior parte dei media parla, anzi bombarda, con proclami enfatici del tipo: “La ripresa c’è!”, “Entrate fiscali record!”, “Tra breve le tasse saranno abbassate!”. Gli allarmismi ed i foschi presagi su di una imitazione del crack argentino, sono spariti d’incanto a parte alcune lodevoli eccezioni. Adesso con il “robusto” Governo Prodi con la consueta bacchetta magica tutto è stato risolto. Adesso le famiglie la quarta settimana la superano di slancio senza preoccupazioni.

Ma è proprio così? Se anche l’Istat certifica che il potere d’acquisto degli stipendi si è ridotto, significa che siamo al livello di guardia.

I media cosa fanno? Devono lanciare proclami allarmistici o no? La risposta ovvia è che dovrebbero fotografare la realtà così come è, ma molto spesso ciò non avviene. Che importa se le famiglie si indebitano sempre di più, se le tasse di ogni tipo sono aumentate, se il rapporto tra incremento dei salari ed inflazione in Italia è stato il più basso in Europa. Tanto la ripresa c’è ed il tasso d’inflazione è buono, no?



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