(...) Oggi che stranamente mi scorre il Lunedì sotto pelle, tira un vento, un vento di quelli che a Est se ne conoscono molti, non è un vento da ovest, è un vento angosciante che fa spuntare fuori le tue paure e le tue ansie, che io di paure e di ansie ce ne ho come voi che ne avete molte.
Sono due notti che non dormono le mie paure e le mie ansie e io mi vedo a malincuore costretto a farle compagnia.
Perché voi se vedete una paura o un ansia in quelle condizioni nel cuore della notte riuscite ad andare a dormire lasciandole così?
Io no, che non ci riesco, che se mi sembra che se mi metto a letto ci passo inevitabilmente qualche ora a rigirarmi e a chiedere cosa fa la mia paura o la mia ansia.
Ultimamente la mia ansia è molto musicale, come già sapete se avete avuto la volontà di seguirmi fin qua.
La mia paura è sempre quella eterna.
A tutto ciò aggiungiamo pure che c’ho una serie di problemi come chiunque di voi, non che io di nuovo, non mi ci invento nulla.
Però le mie notti così non ci ho più voglia che a volte la mia vita mi sembra una lunga notte che aspetto solo che venga il giorno e che a volte ci ho una voglia di accelerare il giorno, soprattutto quando sono solo mi dico perché non acceleriamo il giorno e la chiudiamo con la notte seguendo un punto di domanda che inizia da prima e che non è finito tutt’ora.
Che io a ricordarmi bene sulla morte ho già scritto…che erano cose che deprimono che io con la morte ci ho un rapporto strano che io penso che lei non mi voglia perché io voglio troppo bene alle mie paure e alle mie ansie che poi la morte dice ma se io mi prendo a sto qua, che già non mi pare allegro, chi si prende poi cura delle sue paure e delle sue ansie?
Io, che sono poi io la morte devo passare il mio tempo con sto qua che poi mi parla in sto modo, ma io ve lo lascio lì a voi, che vi da fastidio il più possibile e così mi ci tratta bene anche su delle paure e delle ansie.
Che io la morte quando mi ci parla così…che io, sarei poi io, quello del romanzo, quello della voce domandante, quello che odia Eco, quello che ha visto Casablanca e non ve ne parla, quello che passa le notti con il fantasma di Kobain, quello che ricorda gli eserciti dell’Uruguay….che io alla morte la capisco benissimo e lei che in fondo non vuol capire me.
Seguendo gli antichi greci da Thanatos si passa a Eros perché se è vero che io alla morte ci capisco è vero che io a sto qui, non ci capisco mica tanto.
Che io me lo ce lo vedo sto qua, che poi è Eros, l’AMORE, che dalla sua tana segreta mi ci guarda tutto il giorno ci pensa e dice ue’ ma guarda te questo come si prende bene cura delle sue paure e delle sue ansie…quasi quasi a sto qua che non capisce Eco che poi detto tra noi anche io che sono l’Amore ci ho dei problemi ci ho a capire quel mandrogno nei suoi libri ..dicevo a quello lì, non a Eco, ci do un bel amore e vediamo che mi ci combina.
Che io poi a Eros ce lo debba pure ringraziare mi pare dubbio a me….che dell’amore che mi ha dato io poi che ci faccio…io ci avevo tutto…paure, ansie, dubbi e lui mi ci carica pure l’amore…ma poi ti chiedo io …non mi puoi dare un amore facile, di quello …
Perché secondo te l’amore è facile?
Buongiorno ti buongiorno io
Buongiorno anche a te ma secondo te l’amore è facile?
Se ci penso l’amore non è mai facile
E allora, perché a te dovevano dare un amore facile?
Ma perché a me hanno dato un amore?
A tutti è dato un amore spetta solo a voi sapere cosa farne
Di ma te dai sempre più risposte non è che ti stai rammollendo?
Eh già, è già da un po’ che…
E cosa è successo?
Ho visto Casablanca
E però ce lo sai te che noi di Casablanca non ne parliamo.
Infatti non ne parliamo però ti dico che se hai un amore coltivalo come un fiore e accudiscilo ogni giorno perché l’amore è bello e delicato
Di ma se io volessi darlo indietro?
Hai lo scontrino o la ricevuta?
No
(...)
Se vi è piaciuto potete approfondire in "Eco a Perdere", di Fabio Izzo, edizioni il foglio letterario (euro sei)