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Sulla bioetica: ipocrisia o confusione mentale?
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      Scritto da Ernesto Galli della Loggia
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07/09/07
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Matthew Barney, The Loughton Candidate «Staminali, Londra dice sì a embrioni uomo-animali»: così il titolo dell'«Unità» di ieri; poi nel sottotitolo: «Le cellule serviranno a curare Parkinson e Alzheimer». Salvo però poi, nel testo dell'articolo di Pietro Greco, modificare non poco il senso della notizia dicendo che l'esperimento è basato su «l'idea che la clonazione per trasferimento di nucleo possa diventare una fonte di cellule staminali embrionali umane, che a loro volta (…) potrebbero un giorno essere utilizzate nella lotta ecc. ecc.». Nel titolo, insomma, si dà per certo ciò che nell'articolo, invece, è sottoposto al pesante condizionale di un «possa» e un «potrebbero». Ma oltre l'ovvia manipolazione dei lettori è interessante la chiusa dell'articolo, quando «l'Unità» si rallegra per la sconfitta dell'«idea astratta (e non scientificamente fondata) di protezione dell'essenza dell'uomo». Come se invece le idee di solidarietà, o giustizia, o eguaglianza, fossero, quelle sì, «scientificamente fondate». pubblicato sul Corriere della Sera nella rubrica "Calendario"
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